Ieri l’ ultimo annuncio di Salvini: i cantieri partiranno entro l’ estate. Sono ormai due anni di annunci non seguiti da fatti concreti , ma con la certezza di aver già sottratto, in termini di bilancio, ad un Paese in difficoltà economiche la modica cifra di 13 miliardi , che se non bloccati potevano essere utilizzati per abbassare le tasse , aumentare i salari , far ripartire l’ industria. È chiaro che il ritardo nell’ apertura dei cantieri, il Ministro dei trasporti, Salvini, lo imputa alla lentezza della tanto vituperata burocrazia, ai bolli , ai controlli che ritardano la tabella di marcia e avvelenano il Paese . Gli sfugge, però, che il governo si è dedicato ed impegnato per aggirare gli ostacoli:vincoli ambientali, nonostante i dubbi della Commissione tecnica istituita presso il Ministero dell’ Ambiente. Il governo ha cercato in tutti i modi di derogare alle verifiche antimafia,nel decreto infrastrutture, nonostante le proteste dell’ Anac ( Autorità anticorruzione); ha sorvolato sulla faglia sismica denunciata dall’ Istituto nazionale di geofisica( chi non ricorda il tragico terremoto che a inizio ventesimo secolo distrusse Messina). E infine il vero coup du Theatre : il ponte è un’ opera strategica per la difesa militare, per la sopravvivenza della Nato, tutto con l’ obiettivo di eludere i controlli sulla legalità. Inoltre creerà centomila posti di lavoro. Nessuna remora da parte del Ministro sul fatto che molti studiosi hanno espresso perplessità circa la fattibilità in acciaio di questo ponte a campata lunga, circa i venti, e i terremoti . Intanto in Sicilia manca ancora l’ acqua, i treni viaggiano a rilento, le strade sono dissestate , i ponti a rischio crollo. A questo punto fossi nei panni di Salvini ,come avviene già in Francia grazie ad una legge dello Stato sulle infrastrutture nazionali, sottoporrei l’ opera a referendum della cittadinanza interessata. Del resto lo stesso Salvini lo propose , durante il primo governo Conte nel quale rivestiva la carica di ministro degli Interni e vice Premier, a proposito della Linea Ferroviaria Torino-Lione ( Tav), per risolvere la controversia che era sorta con la popolazione locale .
Il ponte sullo stretto non si vede ma è onnipresente
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