I voti potenziali sono in crescita, secondo i sondaggi: i soldi veri anche, a giudicare dai finanziamenti che Roberto Vannacci e il suo movimento “Futuro nazionale” stanno incassando da quando il generale ha deciso di scendere in campo in prima persona. Molti imprenditori del settore edile, tra cui estimatori del superbonus grillino del 110%, palazzinari, ma anche operatori del settore agricolo, come un commerciante di carciofi e un produttore di vini. Secondo un articolo di Pagella Politica, in cinque mesi di vita Futuro Nazionale ha finora ricevuto circa 316 mila euro di donazioni, in media oltre 60 mila euro al mese, come si evince dall’analisi dell’elenco contributi economici pubblicato nella sezione “Trasparenza” del partito dell’ex vicesegretario della Lega.
Vannacci e i finanziatori accorsi a sostegno di Futuro nazionale
“Più di 83 mila euro tra donazioni e servizi offerti sono arrivati da “Il Mondo al contrario”, il movimento fondato quando Vannacci era ancora nella Lega e che costituisce il nucleo originario di Futuro Nazionale. Altri 18 mila euro sono arrivati invece da Patto Italia, un partito di centrodestra che ha siglato un’alleanza con Vannacci. Patto Italia è guidato dall’imprenditore Stefano Ruvolo, tra i dirigenti di Confimprenditori, un’associazione che rappresenta le piccole e medie imprese su tutto il territorio nazionale. Altri 10 mila euro sono poi arrivati da Daniele Ventimiglia, ex capogruppo della Lega in Consiglio comunale a Sanremo, che a marzo ha deciso di lasciare il partito di Matteo Salvini per aderire proprio a Futuro Nazionale”, scrive la testata on line. Poi ci sono i palazzinari, una compagnia petrolifera, un imprenditore del settore dei trasporti, un produttore di vini, un orologiaio influencer e un’impresa di commercio di carciofi, la Ecoholding S.r.l, della famiglia Cieri, Ecolattanzio Srl, Stabilia Italia S.r.l, ma NS Costruzioni delle famiglie Sbordoni e Navarra di Roma, il Consorzio Key Re Management, un gruppo di imprese che opera per cogliere “opportunità rappresentata dal Superbonus al 110 per cento”, il famigerato superbonus grillini. Ed ancora, Carciofi Romani, Red Antincendio Srl, ‘orologiaio influencer milanese Ruzza Lorenzo, Cecilia Maria Fioroni e Marco Acquistapace ed ex leghisti vari, meno noti.
I toni di Giorgia Meloni sono categorici e non risparmiano l’opposizione, che aveva urlacchiato contro di lei chiedendole di prendere le distanze dal video trash di Vannacci, realizzato con nel quale generale “gladiatore”, con la premier al fianco, dava il via libera all’esecuzione degli avversari politici col pollice verso, nel Colosseo.
Meloni prende le distanze dal video di Vannacci e attacca la sinistra
“Leggo che alcuni esponenti dell’opposizione mi chiedono di prendere le distanze da un video realizzato con l’intelligenza artificiale, diffuso da un altro partito di opposizione, nel quale sono stata inserita a mia insaputa. Lo faccio senza alcuna esitazione. Quel video non appartiene al mio modo di essere, né al mio modo di intendere il confronto politico. Ho sempre pensato che la politica debba misurarsi con le idee, con il consenso e con il voto dei cittadini, mai con l’intimidazione, con l’odio o con la rappresentazione violenta dell’avversario. Proprio per questo, però, mi aspetto la stessa chiarezza da chi oggi mi rivolge questo appello. Mi aspetto che gli stessi esponenti della sinistra trovino il coraggio di prendere le distanze quando un assessore del Partito Democratico arriva a evocare i fucili contro gli avversari politici…”. Meloni fa riferimento all’assessore a cui ti riferisci è Lorenzo Pacini, esponente del Partito Democratico e assessore al Verde, alla Casa e alle Politiche giovanili del Municipio 1 di Milano, oltre che candidato alle primarie del centrosinistra per Palazzo Marino. Nel corso di una puntata de “La Zanzara” su Radio 24 ha pronunciato frasi davvero violente: “Noi i fascisti li combattiamo alle urne e poi, a un certo punto, se serve, se servirà, coi fucili. E così vi abbiamo sconfitto in modo definitivo…”.
Il monito al Pd sul sindaco Lepore e la piazza incitata
“Mi aspetto la stessa fermezza quando autorevoli rappresentanti istituzionali della sinistra, davanti a vicende ancora al vaglio della magistratura, scelgono di alimentare un clima di contrapposizione che finisce per delegittimare le Forze dell’Ordine e offrire il pretesto a chi trasforma le piazze in luoghi di violenza”, aggiunge la premier, che in questo caso fa riferimento agli incitamenti alla piazza arrivati dal sindaco di Bologna Lepore dopo la morte di un immigrato con colpe dei poliziotti ancora tutte da dimostrare. “La condanna delle parole d’odio, di ogni incitamento alla violenza e di ogni forma di intimidazione politica non può valere solo quando è utile alla polemica del momento. Deve valere sempre. Senza eccezioni. Senza doppi standard. Considero da sempre la violenza, in qualsiasi forma si manifesti, una dimostrazione di debolezza e di insicurezza. Chi è davvero forte non ha bisogno di ostentarlo. È una convinzione che non cambierò mai. Per questo continuerò a respingere ogni forma di odio e di violenza, a difendere il confronto civile e a rispettare il lavoro di chi serve lo Stato, anche quando significa assumersi la responsabilità di esporsi in prima persona. Mi auguro che tutti abbiano lo stesso coraggio”, conclude Meloni.



