I bisogni crescono e lo stato sociale scricchiola

Date:

Per i prossimi anni le sfide da affrontare sono enormi. L’ invecchiamento della popolazione, il calo demografico, la stagnazione economica, gli effetti della transizione energetica ed economica stanno erodendo i sistemi pubblici di protezione. Dall’ altro lato, l’ interdipendenza tra sistemi originata dalla globalizzazione, provoca degli shock improvvisi: basta pensare alla crisi dell’ Europa, all’ aumento dei costi energetici, ai cambiamenti climatici , le conseguenze possono creare disastri immani . Queste continue emergenze richiedono sempre più stanziamenti per il welfare . Quindi risorse che diminuiscono e bisogni che crescono, una situazione che non può reggere più. Recentemente il Cancelliere tedesco, Merz, ha detto che le risorse prodotte non sono più sufficienti per il welfare. Lo stato sociale nacque in Europa sul finire della secondo conflitto mondiale, allo scopo di combattere, la povertà, le malattie, l’ignoranza, il degrado e la disoccupazione. Purtroppo a distanza di 80 anni questi rischi non sono scomparsi. Ma per i più poveri è dovere dello Stato provvedere ai loro bisogni. Ai più ricchi potrebbe essere richiesta una maggiore compartecipazione ai costi dell’ istruzione, della Sanità, del consumo energetico. Se guardiamo alle pensioni, in molti paesi e soprattutto in Italia, è proprio questa spesa che assorbe la maggior parte delle risorse destinate al sociale. Ma per garantire adeguate protezioni, occorrono mercati ben funzionanti. Molti studiosi hanno sottolineato come il rafforzamento degli investimenti nel sociale, possono generare nel tempo elevati ritorni sul piano economico e finanziario. Se regolati bene i mercati assicurativi sono in grado di fornire a costi , alla portata di tutti, protezioni individuali, sia rispetto a piccoli rischi , sia per i rischi provenienti da catastrofi naturali o finanziarie. Oggi ci troviamo difronte al dilemma fra stato sociale e difesa armata, soprattutto dopo l’ esplosione del conflitto russo-ucraino. Ma se si riflette e si mette da parte la propaganda e la demagogia, il legame tra benessere interno e sicurezza esterna è inscindibile. Le politiche sociali nacquero e si svilupparono anche per rafforzare la lealtà e le capacità di resistenza dei cittadini in caso di guerra. In Europa, purtroppo,questo legame si sta affievolendo. La sfida in alcuni Paesi è difficile, come ad esempio in Italia ove serve una maggiore responsabilità dei leader di governo e di opposizione. Ne possiamo dedurre che le spese per la difesa possono e devono creare spazio anche per investimenti nella difesa sociale ( infrastrutture critiche, prevenzione dei disastri, sanità pubblica ecc), utili non solo all’ economia ma anche per accrescere il consenso politico.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Condividi post:

Sottoscrivi

Popolare

Articoli Correlati
Articoli Correlati

Infermieristica, il lavoro arriva subito ma lo stipendio è basso. Meno giovani scelgono di lavorare tra le corsie

Per un neolaureato in Infermieristica, restare senza lavoro è...

Il fronte dimenticato che può incendiare il mondo

L'attenzione dell'opinione pubblica internazionale continua a concentrarsi sul possibile...

Mobilitazione forzata in Ucraina

Un agente ucraino stava cercando di arruolare un ragazzo...

Ultimo e Vasco Rossi, possibile duetto

I fan di Ultimo e Vasco Rossi stanno già sognando un possibile duetto...