Futuro Nazionale, chi sono i due militari al centro degli accertamenti sull’impegno politico
La Procura Militare si muove per accertare la presenza di militari in servizio nella struttura del partito di Roberto Vannacci. I nomi e le ipotesi
Per ora si tratta soltanto di accertamenti preliminari: nessuna iscrizione nel registro degli indagati e nessuna contestazione sono state accertate. In questo caso il nodo, non è, come erroneamente riportato ieri da diversi organi di stampa, se Futuro Nazionale abbia violato o meno la legge Scelba, ma la presunta incompatibilità tra il servizio attivo e un eventuale ruolo politico in Futuro Nazionale di alcuni aderenti. Ecco chi sono.
La vicenda ruota attorno a due esposti distinti, presentati a procure diverse. Come già ricostruito, quello depositato alla Procura ordinaria di Roma ipotizza, tra l’altro, una violazione della legge Scelba; la Procura militare di Roma, invece, ha disposto accertamenti preliminari sulla presenza di appartenenti alle Forze armate nella struttura organizzativa di Futuro Nazionale. Si tratta, al momento, di verifiche preliminari: non risultano contestazioni né iscrizioni nel registro degli indagati a carico dei militari coinvolti.
La distinzione è importante: la legge Scelba rientra nella competenza della magistratura ordinaria, mentre alla Procura militare spetta verificare l’eventuale esistenza di fatti di propria competenza relativi a militari in servizio. Gli accertamenti, dunque, non riguardano un’ipotesi di ricostituzione del partito fascista, né equivalgono a un’indagine nei confronti di Vannacci per questo reato. La stessa Procura militare ha precisato che nell’esposto ricevuto non viene formulata alcuna ipotesi in tal senso.
Il nodo, per la magistratura militare, è quindi un altro: verificare se la presenza e l’eventuale attività politica di militari in servizio all’interno di Futuro Nazionale possano avere rilievo sotto il profilo della giurisdizione militare e degli obblighi connessi allo status di appartenente alle Forze armate.
Secondo quanto ricostruito dal Corriere della Sera, il Sindacato dei Militari ha segnalato due posizioni, quelle di Antonsergio Belfiori e Luigi Avveduto, sostenendo che avrebbero assunto ruoli nell’organizzazione territoriale di Futuro Nazionale. L’esposto chiede di verificare anche l’eventuale utilizzo improprio dei distacchi sindacali e se l’attività politica sia stata svolta in violazione degli obblighi connessi allo status militare. Sempre dalle colonne del Corriere della Sera, Luigi Avveduto ha già specificato di non avere nessun ruolo né coinvolgimento in Futuro Nazionale, ribadendo di essere un sindacalista, un Carabiniere e un consigliere municipale, seppur con idee molto vicine a quelle di Roberto Vannacci. Avveduto ha inoltre specificato di «aver partecipato alla costituente quando è nato Futuro Nazionale in via della Conciliazione», ma di non avere alcun incarico nel partito



