Due Donne, Un Palco e il potere del “Meglio tardi che mai”

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Annelise Del Morrone e Mary G protagoniste di una serata di comicità tagliente al teatro Hamlet lunedì 27 aprile con inizio alle ore 21 per una serata dedicate allo stand up. Per far ridere e anche pensare. Perché alla fine le risate migliori sono quelle che tornando a casa ti risuonano in testa mentre guidi verso casa.

Protagoniste di questa serata sono due donne che salgono sul palco con la voglia di volerci stare per sempre. Un palcoscenico che sembra essere un’esigenza di Annelise e Mary G, uno spazio in cui poter dire e pensare tutto ciò che si vuole.

Il Teatro Hamlet si conferma ancora una volta il tempio della libertà d’espressione, ospitando una serata di stand-up comedy che è molto più di una sequenza di battute: è un atto di resistenza ironica. Protagoniste di questa “staffetta della risata” sono Annelise Del Morrone e Mary G, due voci nate (e cresciute a fatica) tra la Ciociaria e l’Agro Pontino, che hanno deciso di trasformare il “ritardo” cronologico nel loro più grande punto di forza.

Annelise terza figlia femmina o, come dice lei, estremo tentativo di fare un figlio maschio apre le danze con la consapevolezza di chi abita i 47 anni come se fosse una “Heidi con sbalzi ormonali”. Il suo è un umorismo colto ma viscerale. Passa con estrema disinvoltura dalla satira professionale — descrivendo l’insegnamento dell’inglese alle medie non come missione pedagogica, ma come esercizio di puro potere coercitivo — a vette di surrealismo domestico.

Il momento più alto del suo set è senza dubbio la dedica alla madre: un ritratto “avanguardista” di affetto materno che si manifesta attraverso il lancio di pane congelato. Infine, una tagliente lezione finale ispirata a Audrey Hepburn: se la felicità rende belle, l’infelicità rischia di lasciarci doppiamente sconfitte; infelici e brutte. Meglio ridere, allora.

Mary G (all’anagrafe Mariagrazia, un “miracolo” per sua madre), con non poca emozione porta sul palco la sua verve tragicomica. La sua è la storia di una fuga verso Madrid che, anziché regalarle il sogno iberico fatto di novità e perché no anche di un po’ di sangue latino le ha restituito un licenziamento e una vita sentimentale deserta.

Mary G brilla nel raccontare il quotidiano: dalla sua dipendenza per l’app Too Good To Go (unica certezza in un mondo di incognite) sempre affidabile e dove effettivamente sai cosa cerchi, alle sue avventure amorose internazionali, come quella con un francese appassionato di Pavese. La sua è una comicità empatica, che parla a chiunque abbia mai sentito la propria vita in “standby”, ma abbia deciso di riaccenderla a 40 anni su un palcoscenico.

Matilde Lilli

 

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