Fabio Raimondo, deputato di Fratelli d’Italia, ha presentato una proposta di legge per evitare il supplizio dei rinnovi del permesso di parcheggio per le condizioni di disabilità grave. Una proposta seria e moderna che ha l’obiettivo di semplificare la vita anche alle famiglie, costrette a chiedere continui rinnovi per quanti abbiano i requisiti previsti dalla legge 104.
La proposta di legge depositata lo scorso 20 maggio prevede che, per il parcheggio europeo, cioè il permesso di poter utilizzare un veicolo con il contrassegno per i familiari che vivono con una persona che abbia una disabilità permanente, sia immanente, senza lo stress attuale di un rinnovo che in taluni casi richiede addirittura la presenza fisica del soggetto con disabilità
“L’obiettivo- ha detto Raimondo- è eliminare un adempimento burocratico e un costo inutile che oggi grava su molte persone con disabilità e sulle loro famiglie. La proposta- ha aggiunto il parlamentare di Fratelli d’Italia- elimina questo inutile e costoso passaggio burocratico e prevede inoltre che la domanda di rilascio o di rinnovo possa essere presentata anche da un familiare, evitando inutili spostamenti della persona con disabilità presso gli uffici comunali”.
La legge 104 prevede una serie di facilitazioni connesse ai veicoli dei familiari che convivono con una persona con disabilità grave. Tra questi, l’applicazione di esoneri e sgravi fiscali. Il bollino di parcheggio europeo consente di poter parcheggiare l’autovettura sia nelle aree specifiche che nelle strisce a pagamento, gratuitamente. Il problema è che bisogna poi provvedere al rinnovo, recuperando la documentazione e spesso dovendo chiedere ulteriori visite domiciliari. Con un aggravio di costi e di spese del tutto inutili.
Inserire la parola disabilità sulla nostra Carta. Questo l’obiettivo del disegno di legge presentato dal senatore di Fratelli d’Italia Antonio Guidi e che attualmente è in esame in commissione Cultura.
Cosa prevede il ddl costituzionale?
Il provvedimento, per la precisione, mira a inserire all’articolo 3 della Costituzione la disabilità tra le cause di discriminazione e di sostituire la parola “minorati” con “persone con disabilità” all’articolo 38 così da allineare il linguaggio agli standard internazionali. “La disabilità non è un limite individuale ma una condizione relazionale che chiede risposte politiche, culturali e sociali adeguate. E da oggi lo facciamo con più forza”, ha spiegato Guidi secondo cui “la Costituzione deve parlare a tutti e per tutti”. In pratica, per il senatore di Fratelli d’Italia, “inserire la disabilità tra le condizioni che generano discriminazione è un atto di giustizia sociale, ma anche un’evoluzione del nostro sistema democratico”. Secondo Guidi, infatti, “la Costituzione evolve insieme alla società” e, dopo avervi inserito l’ambiente e lo sport, è giusto che sia inclusa anche la disabilità come “parte della pluralità umana”.
Il confronto parlamentare in corso
Il disegno di legge costituzionale intitolato “modifiche agli articoli 3 e 38 della Costituzione in materia di diritti delle persone con disabilità” ha visto l’adesione di tantissimi senatori di centrodestra, ma è stato firmato anche da alcuni senatori dell’opposizione: Orfeo Mazzella (M5S), Pier Ferdinando Casini (Pd), Graziano Delrio (Pd), Filippo Sensi (Pd), Marco Lombardo (Misto), Ivan Scalfarotto (IV), Daniela Sbrollini (IV). Ma non solo. In commissione Affari sociali, il ddl ha ricevuto un consenso trasversale. Senatori di maggioranza e opposizione come Ignazio Zullo di Fratelli d’Italia, Annamaria Furlan di Italia Viva, Orfeo Mazzella del M5S, Maria Cristina Cantù della Lega hanno espresso giudizi favorevoli, sottolineando la portata simbolica e concreta della riforma. La proposta di parere favorevole, avanzata dal relatore Francesco Silvestro, è stata approvata con il solo voto di astensione del Pd perché la senatrice Susanna Camusso ha espresso perplessità in merito come limite visto “l’appiattimento della persona in ragione dell’identità prevalente”.



