Dazi di Trump illegali stabilisce la Corte d’Appello degli Stati Uniti per il circuito federale

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La Corte d’Appello degli Stati Uniti per il Circuito Federale ha stabilito, il 29 agosto, che Donald Trump ha oltrepassato i suoi poteri ai sensi della legge sui poteri di emergenza con la maggior parte delle tariffe commerciali. L’amministrazione americana aveva invocato i poteri previsti dall’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) del 1977, dichiarando uno stato di emergenza per motivi economici.

La decisione è stata presa con una maggioranza di 7 a 4 e ha confermato una precedente sentenza della Corte per il Commercio Internazionale di New York, emessa nel mese di maggio. Quest’ultima aveva già stabilito che i dazi imposti da Trump il 2 aprile “eccedono qualsiasi autorità concessa al Presidente” ai sensi della legge sui poteri di emergenza.

La pronuncia della Corte arriva in un momento delicato, mentre i dazi del presidente hanno sconvolto la maggior parte dei partner commerciali degli Stati Uniti. Tuttavia, resteranno in vigore almeno fino a metà ottobre, poiché l’attuazione della decisione è stata rinviata. Questo periodo consentirà all’amministrazione americana di presentare un eventuale ricorso alla Corte Suprema.

Nuovo scontro tra Donald Trump e una Corte Usa. Stavolta si tratta di una Corte d’Appello che ha bocciato molti dei dazi introdotti dal presidente americano, definendoli «in gran parte illegali» e sostenendo che si sia configurato «un eccesso di potere». Per infatti giudici la competenza sulle tasse spetta al Congresso, dazi compresi. «Tutti i dazi sono ancora in vigore!», ha scritto Trump su Truth social. «Se questi dazi venissero mai rimossi, sarebbe un disastro totale per il nostro Paese, ci renderebbe finanziariamente deboli e dobbiamo essere forti», ha aggiunto il presidente, annunciato ricorso alla Corte suprema. Per presentarlo c’è tempo fino a metà ottobre: la Corte d’Appello ha rimandato ad allora l’attuazione del suo ordine.

Il presidente Usa ha rilanciato quindi la sua visione sul fatto che le tariffe sono necessarie per riequilibrare la bilancia commerciale americana, puntando l’indice contro anche contro le «barriere commerciali non tariffarie ingiuste imposte da altri Paesi, amici o nemici, che minano i nostri produttori, agricoltori e tutti gli altri».

Se la Corte Suprema non la ribalterà, gli accordi già stipulati da Trump potrebbero dover saltare. «La legge – si legge nel dispositivo – conferisce al presidente un’autorità significativa per intraprendere una serie di azioni in risposta a un’emergenza nazionale dichiarata, ma nessuna di queste azioni include esplicitamente il potere di imporre tariffe, dazi o simili». Per i giudici, in sintesi, Trump non può usare i poteri di emergenza, che si riferiscono a minacce «insolite e straordinarie», per applicare i dazi: è «incostituzionale».

«Sembra improbabile – hanno scritto i giudici d’Appello – che il Congresso, emanando l’Ieepa, intendesse discostarsi dalla sua prassi passata e concedere al presidente un’autorità illimitata per imporre dazi. La legge non menziona i dazi (o alcuno dei suoi sinonimi) né prevede garanzie procedurali che contengano chiari limiti al potere del Presidente di imporre dazi». Trump è il primo presidente Usa a utilizzare quella delle del 1977 per i dazi, mentre in passato è stata utilizzata per imporre sanzioni ai nemici o congelarne i beni.

Le reazioni politiche
La sentenza rappresenta una battuta d’arresto significativa per le politiche commerciali di Trump, che per mesi hanno lasciato il mondo nell’incertezza.
Trump ha aggiunto che, se venissero rimossi, si tratterebbe di un “disastro totale per il Paese”. Secondo lui, infatti, i dazi sono indispensabili per mantenere forte l’economia americana, proteggere i lavoratori e sostenere le aziende che producono prodotti “MADE IN AMERICA”.

I sostenitori della sua politica commerciale sostengono che un eventuale annullamento delle tariffe potrebbe creare danni sia ai rapporti commerciali che alla credibilità internazionale degli Stati Uniti. Dall’altro lato, però, gli oppositori delle misure di Trump considerano la decisione della Corte come una vittoria per la Costituzione americana e un importante limite all’espansione dei poteri presidenziali.

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