Conflitto armato tra Russia ed Ucraina

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Breve riflessione sul ruolo del Pontefice Leone XIV in un Arbitrato internazionale di Pace

Nel vigente Ordinamento giuridico internazionale, sia consuetudinario che pattizio, la procedura arbitrale
internazionale tra Stati è universalmente riconosciuta quale uno degli strumenti possibili per la risoluzione e composizione pacifica delle controversie armate. In circostanze di particolare complessità, come quella attuale tra Ucraina e Russia, la legittimazione e l’efficacia di un procedimento arbitrale dipendono non solo dalla cornice normativa, ma anche dalla terzietà e dalla autorevolezza morale dei suoi protagonisti.
In questa prospettiva, la designazione di Papa Leone XIV quale Presidente morale del Collegio Arbitrale potrebbe rappresentare una soluzione innovativa, capace di rafforzare sia la credibilità dell’arbitrato sia la sua accettazione nel complesso contesto internazionale.


L’arbitrato internazionale

La procedura arbitrale internazionale trova fondamento nella volontà sovrana degli Stati di potere affidare la soluzione di una controversia complessa ad uno o più soggetti terzi, i quali, con imparzialità e con indipendenza, emetteranno un lodo vincolante ai sensi del principio fondamentale di diritto internazionale “ pacta sunt servanda” (cfr art. 2, Carta delle Nazioni Unite; art. 33, Statuto della Corte Internazionale di Giustizia).
La procedura arbitrale può essere instaurata:

  • mediante un trattato internazionale ad hoc (compromesso arbitrale); attraverso una clausola compromissoria inserita preventivamente in un altro trattato.
    Il successo dell’arbitrato, tuttavia, dipende da:
  • Accettazione reciproca dei soggetti/istituzioni coinvolte;
  • Imparzialità e autorevolezza del collegio arbitrale;
  • Garanzie di esecuzione del lodo.

Legittimità ed efficacia del Papa come Presidente morale

Funzione del Presidente morale nel Collegio Arbitrale
La figura del Pontefice quale Presidente (morale) del Collegio Arbitrale
che si affianca a quella dei membri tecnici e giuristi del Collegio Arbitrale assicura la regolare esecuzione dell’attività procedurale arbitrale, così rafforzando la natura di incarico neutrale, caratterizzato da autorevolezza etica e da garanzia di imparzialità del procedimento.


In particolare, la presenza dell’attuale Pontefice Leone XIV garantisce:

  • un elevato livello di “neutralità e autorevolezza morale”, essenziale per superare le diffidenze tra le parti e
    quelle della comunità internazionale;
  • un punto di riferimento etico-valoriale capace di orientare il Collegio verso soluzioni giuste e sostenibili sotto il profilo dei diritti umani; il rafforzamento della “percezione di equità” e della legittimità anche nella parte del comune e generale sentimento dei e della diplomazia internazionale, quest’ultima meno incline a fidarsi degli organismi internazionali di controllo non tradizionali.

Precedenti storici e prassi internazionale

La prassi internazionale annovera numerosi casi di mediazione e arbitrato affidate alla Santa Sede, con particolare rilievo nei casi delle Isole Caroline (1885) e del Canale di Beagle (1984). In questi precedenti, la presenza della Santa Sede ha rappresentato una garanzia di imparzialità e terzietà che ha facilitato la conclusione di accordi duraturi e rispettati.

Aspetti procedurali di un accordo di arbitrato con la presidenza morale del Papa

a. Redazione e struttura del trattato arbitrale
L’accordo di arbitrato tra Ucraina e Russia dovrebbe disciplinare:

  • L’accettazione congiunta delle parti circa la “presidenza morale del Papa Leone XIV”;
  • I criteri di selezione degli altri membri dell’organo arbitrale (es. giuristi internazionali, esperti di diritti umani, rappresentanti ONU);
  • Le regole procedurali e i termini di adozione e pubblicazione del lodo;
  • Le modalità di esecuzione del lodo e le garanzie di rispetto dello stesso;
  • La tutela dei diritti fondamentali, delle minoranze e la ricostruzione dei rapporti internazionali, con preferenza per soluzioni programmatiche e flessibili.
    b. Legittimazione democratica e consenso delle parti
    La “legittimazione formale” del ruolo del Papa presuppone il consenso esplicito di entrambi gli Stati firmatari e la previsione di adeguati meccanismi di consultazione e coinvolgimento della comunità internazionale (ad esempio un endorsement da parte dell’ONU come buon auspicio per il processo).
    c. Aspetti normativi particolari
    La presenza del Papa come presidente morale non esclude la leadership tecnico-giuridica del collegio, ma la integra, offrendo un autorevole riferimento di valori universali (giustizia, pace, rispetto della dignità umana), in coerenza con i principi della Carta delle Nazioni Unite e delle principali convenzioni sui diritti umani.

Conclusivamente ’inserimento di Papa Leone XIV quale presidente morale del Collegio Arbitrale internazionale sulla pace in Ucraina non solo rafforza la credibilità e la legittimità dell’intero processo, ma fornisce un potente elemento catalizzatore per la fiducia delle parti e della comunità internazionale.
Tale accordo, innovativo negli equilibri tra principio giuridico e autorevolezza morale, può fungere da modello per future controversie internazionali dove la posta in gioco travalica i semplici assetti geopolitici
per investire la dignità della persona e la pace tra i popoli.


Avv Carmelo Elio Costanza

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