Una grande manifestazione a settembre, poi il salto verso le elezioni. L’ex deputato M5s si prepara presentare alle urne il suo movimento “Schierarsi”, per dare un’alternativa ai delusi del campo largo. Il numero due, Danilo Puliani: ““È inutile nascondersi, è una prospettiva realistica: in tanti ci chiedono di farci avanti”
Un sondaggio per capire quanto vale il partito capeggiato da Alessandro Di Battista ancora non c’è. Ma ci sarà a breve. “Gli istituti di sondaggi ci cercano”, spiega ad Huffpost Danilo Puliani, il numero due di Schierarsi, che in passato, per due legislature, ha collaborato con il Movimento 5 stelle, di cui è stato revisore dei conti fino a questa primavera.
La domanda circola da tempo. E turba i sogni di governo del Movimento 5 Stelle e indirettamente quelli del costruendo fronte progressista: cosa vuole fare Alessandro di Battista da grande?
L’ex parlamentare e frontman della prima ondata pentastellata ha fondato l’associazione Schierarsi alla quale hanno aderito diversi grillini di quella stagione come Barbara Lezzi, ministra del sud nel Conte I, e Alessio Villarosa, sottosegretario all’economia nel secondo governo dell’avvocato. L’associazione porta avanti campagne che ricordano lo spirito di quella stagione, si dirama in nodi locali e va strutturandosi in una formula che ricorda molto quella di un partito. Di Battista, attualmente impegnato con monologhi teatrali e ospitate tv, non ha mai risposto esplicitamente a chi chiedeva pubblicamente che intenzioni avesse. Almeno fino all’altro giorno, quando nel corso di una diretta streaming con il collega opinionista Andrea Scanzi ha ammesso di stare valutando l’opportunità di presentarsi alle prossime elezioni politiche.
L’idea di Dibba è che si possano raccogliere consensi nella vasta area dell’astensione, oltre la destra e la sinistra. L’ex deputato dice di avere ottimi rapporti personali con Giuseppe Conte ma di non prender neppure in considerazione la possibilità di stare in una coalizione con il partito democratico che considera il principale nemico ed espressione dell’establishment più della destra. Afferma anche che nessuno dai 5 Stelle, che pure ogni tanto gli lanciano attestati di stima, gli ha mai chiesto di rientrare. Di Battista è fuori dal nel febbraio di cinque anni, fa quando la votazione degli iscritti aveva ratificato come da richiesta di Beppe Grillo l’ingresso nella maggioranza che sosteneva il governo draghi.
Parlando con Scanzi, Di Battista assicura che attualmente conduce la vita che ha «sempre sognato»: dispone dei suoi tempi, realizza reportage ed è preso soprattutto dal suo lavoro di monologhista. Ma ammette anche di essere anche tentato dalla possibilità di scendere in campo anche su pressione di molti di quelli che lo seguono in Schierarsi che, racconta, rivendicano la loro opportunità in politica. Attualmente il proto-partito dibattistiano è impegnato nella raccolta di firme per un referendum popolare per abolire il finanziamento pubblico all’editoria. La causa viene portata avanti con toni apodittici piuttosto generici e con un quesito che difficilmente passerà il vaglio di ammissibilità della Corte costituzionale.
Finora ha raccolto 250 mila firme, la metà di quelle necessarie. Resta meno di un mese di tempo, che include anche i passaggi tecnici per raccogliere e mettere insieme i moduli. Ma Dibba non sembra preoccupato: ammette che questa campagna viene utilizzata da Schierarsi per testare la propria forza di mobilitazione (e acquisire follower e iscritti al proprio database, aggiungiamo).
L’idea, prosegue sempre Di Battista, è che se ci si dovesse presentare ed entrare in parlamento si possano fare battaglie di lungo periodo, «anche di tipo politico-culturale» e rigorosamente dall’opposizione. Il posizionamento serve a chiarire ulteriormente la differenza con l’attuale M5S del nuovo corso contiano. Il passaggio politico e soprattutto simbolico. La linea del rubicone sarebbe l’ingresso di Renzi in coalizione. Di Battista considera che se dovesse succedere, come non nega lo stesso ex premier, si aprirebbero spazi ulteriori.
Nel frattempo il presidente della Regione Campania Roberto Fico, un altro 5 Stelle della prima ora, saluta il voto del suo consiglio regionale contro l’apertura del Cpr di Castel Volturno contestando la legge Bossi-Fini e rivendicando nuove politiche sull’immigrazione. Dopo i mal di pancia interni sulla patrimoniale, un’altra posizione che non ricalca la linea, sul tema più prudente, di Conte.
Prosegue con un nuovo appuntamento la rassegna culturale Sale in Zucca, promossa dal Comune di Riva Ligure e diretta dal giornalista Claudio Porchia. Dopo un avvio che ha richiamato un pubblico numeroso, con il tutto esaurito sia per l’incontro inaugurale con Bruno Gambarotta e le Signore in Giallo sia per la serata con il professor Alessandro Orsini, il cartellone propone un nuovo momento di confronto dedicato ai temi dell’attualità internazionale.
L’appuntamento è fissato per giovedì 16 luglio alle 21.15 in Piazza Matteotti, dove sarà ospite Alessandro Di Battista, reporter, scrittore e attivista politico. Nel corso degli anni ha affiancato all’impegno pubblico un’intensa attività di documentazione internazionale, realizzando reportage e documentari in diversi Paesi per raccontare conflitti, scenari geopolitici e il ruolo dell’informazione nella società contemporanea.
L’incontro prenderà spunto dai suoi libri più recenti, “Democrazia deviata”, dedicato alla crisi della rappresentanza politica, e “Scomode verità. Dalla guerra in Ucraina al massacro di Gaza”, che affronta il tema delle narrazioni mediatiche legate ai conflitti internazionali. Nel dialogo con il pubblico saranno approfonditi anche gli argomenti della libertà di stampa e del finanziamento pubblico ai giornali, tema sul quale Di Battista è attualmente impegnato nella raccolta firme per un referendum. A condurre la conversazione sarà Claudio Porchia, direttore della rassegna, che guiderà il confronto tra autore e pubblico. Per Di Battista si tratta della terza partecipazione a Sale in Zucca, una presenza ormai consolidata all’interno della manifestazione, che negli anni ha raccolto un seguito sempre più numeroso. Come sottolinea il vicesindaco di Riva Ligure, Francesco Benza, «con questo nuovo appuntamento la rassegna si conferma uno spazio di primo piano nel panorama culturale estivo, capace di offrire occasioni di ascolto e di libero confronto sui grandi temi del nostro tempo».



