Nuovo stop di Vincenzo De Luca alla candidatura di Roberto Fico alla guida della coalizione del ‘campo largo’ per le prossime elezioni regionali in Campania. Intervistato da Luca Telese e Marianna Aprile nel corso della trasmissione In Onda, su La7, il governatore uscente, senza giri di parole, dice ‘assolutamente no’, Fico ad oggi non è il suo candidato ufficiale alla guida della Regione. “Resto a quello che ci siamo detti: prima il programma, poi i nomi”. Non dice no ad una coalizione progressista, “serve per battere la Meloni che quando parla si fa capire alla gente, quando parla quella del Pd dopo un minuto bisogna cambiare canale”, nessuno la capisce. Il progetto va portato avanti a livello nazionale ma, nella ‘sua’ regione, deve essere subordinato ai suoi desiderata. “Se definiamo un programma di buonsenso, concretezza e serietà, io non pongo nessun veto personale, altrimenti manderò tutti al diavolo”, ribadisce il presidente della Regione Campania Vincenzo, sulla candidatura di Roberto Fico. “Resto a quello che ci siamo detti: prima il programma, poi i nomi”. Quindi Fico per lei non è ancora il candidato? “Assolutamente no”. Parole che rischiano di provocare un nuovo terremoto politico dopo l’ufficializzazione, avvenuta poco più di ventiquattro ore fa, da parte della segretaria del Pd, Elly Schlein, alla guida della coalizione progressista in Campania per l’ex presidente della Camera. Tanto che De Luca non ritratta le accuse rivolte negli anni scorsi allo stesso Fico, Conte e Di Maio. Ora “il M5S è maturato, è diventato partito”, ma, aggiunge il presidente, “se Fico vuole chiudere il termovalorizzatore di Acerra non avrà mai il mio appoggio”. E così l’appoggio dell’attuale governatore della Campania al campo largo è ancora tutto da ‘guadagnarsi’ in quello che sembra più di un gioco al rialzo di De Luca per avere maggiore influenza sulla prossima giunta regionale. Anche se lui, da gran comunicatore, ribadisce che non c’è e non ci sarà nessun accordo sottobanco tipo ‘mercato settimanale’. Tanto che elogia la candidatura del figlio Piero alla guida della segreteria del Pd in Campania. Anche se resta il solo ed unico candidato del partito. “Ma quale intesa e quale accordo, è lui a fare un piacere al partito e alla coalizione e non viceversa”. “Il partito per più di due anni è stato commissariato perché in Campania ha vinto l’ala riformista contraria alla Schlein. Ora si può tornare alla normalità con l’elezione del nuovo segretario regionale. Finalmente ci sarà qualcuno eletto con cui parlare”. E tra qualche settimana il Pd in Campania avrà come ‘unico’ interlocutore il figlio Piero.



