Subito dopo la pausa ferragostana, da qualche giorno, sono ricomparsi i parcheggiatori abusivi all’interno dell’area di parcheggio dell’ospedale San Paolo a Bari. Una zona recintata che ospita contemporaneamente oltre trecento autoveicoli e che, ormai, è diventato territorio di “proprietà” di un gruppo di parcheggiatori, due uomini e una donna che sembra si alternino in una sorta di turnazione. I tre iniziano la loro attività di prima mattina, intorno alle sette e trenta per terminare a ora di pranzo. Utilizzano una particolare tecnica operativa per cercare di sfuggire ad eventuali controlli. Uno di loro staziona, seduto su un parapetto, nella parte iniziale del parcheggio in modo da controllare sull’eventuale arrivo delle forze dell’ordine e l’altro gira tra gli stalli. Una volta accertato che non ci sono possibili controlli in atto, all’ingresso delle auto nel piazzale il parcheggiatore abusivo che gira tra le auto invita, gli automobilisti che devono parcheggiare ad occupare l’area di sosta libera più vicina rispetto al punto di uscita verso i reparti ospedalieri. Una volta aiutati i conducenti dei veicoli a parcheggiare, l’abusivo attente che questi esca dalla macchina per chiedere “un caffè”, un modo per pretendere subdolamente qualche spicciolo. Una richiesta che nella quasi totalità dei casi mette in soggezione l’automobilista che per evitare di trovare eventuali danni sull’auto mette mani al portafogli e lascia il suo contributo di qualche decina di centesimi. Secondo quanto si apprende, da fonti ben informate, l’organizzazione prevedrebbe un trattamento agevolato ma non esente dal pagamento per il personale medico, paramedico e amministrativo del nosocomio. A loro viene chiesto un contributo volontario ogni tre o quattro giorni. In questo caso si tratterebbe di una sorta di sconto dipendente per l’uso del parcheggio. Il tutto avviene alla luce del sole, sotto gli occhi di tutti, praticamente ogni giorno della settimana. Negli ultimi giorni, allertati da diversi automobilisti infastiditi, parenti di pazienti e dipendenti dell’ospedale sono arrivate alcune pattuglie del corpo di polizia locale. All’arrivo degli agenti ha funzionato lo stratagemma di elusione dei controlli e gli operatori hanno trovato, per più volte, i parcheggiatori abusivi, uno seduto su un muretto e l’altro che girava a piedi nel piazzale. A quel punto gli operatori della polizia locale, in mancanza della flagranza di attività dei due e di una formale denuncia da parte delle vittime di questo tipo di taglieggio, non hanno potuto far altro che identificare le persone procedendo con la generalizzazione dei loro dati anagrafici. Andati via, poi, gli agenti del corpo di polizia locale i parcheggiatori abusivi riprendono tranquillamente e indisturbati la loro attività illegale e non autorizzata di posteggiatori. Una attività che, visto il numero dei posti auto a disposizione e l’alto indice di rotazione giornaliera dei posteggi frutterebbe all’organizzazione diverse centinaia di euro al giorno. “Basterebbe”, raccontata un operatore sanitario dell’ospedale che per ragioni di sicurezza preferisce restare nell’anonimato, “che la direzione sanitaria del nosocomio installi un impianto di videosorveglianza che fungerebbe da deterrente in quanto le telecamere immortalerebbero i volti dei posteggiatori e le forze dell’ordine potrebbero identificarli con certezza e addebitare loro la responsabilità dell’attività illecita che svolgono”. In alternativa”, conclude il dipendente dell’ospedale “si potrebbe pensare di far allargare il giro di ispezione , anche alla zona parcheggio, che il personale di vigilanza della struttura sanitaria fa nella parte esterna anteriore della struttura”.
Astuti parcheggiatori abusivi in ospedale, eludono in controlli
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