Asia:la generazione Z scende in piazza contro la corruzione e le promesse tradite

Date:

Dalle capitali del Sudest asiatico alle metropoli dell’Est,la generazione Z torna a occupare lo spazio pubblico con una determinazione che smentisce l’idea di un giovanilismo apatico.Le piazze diventano il luogo di una contestazione che non si limita al cambio di governo ma punta al cuore dei sistemi di potere,alla corruzione strutturale e alle promesse di sviluppo rimaste lettera morta.La spinta non nasce dal nulla ma da un decennio di crescita diseguale,in cui l’istruzione si è ampliata più delle opportunità e la connessione digitale ha reso visibili le contraddizioni tra retorica ufficiale e realtà quotidiana. In Thailandia,Indonesia,Corea del Sud e oltre,le proteste assumono linguaggi diversi ma condividono un lessico comune fatto di trasparenza,merito e diritti civili.Non è una rivolta ideologica nel senso classico,piuttosto una richiesta di funzionamento dello Stato.I giovani chiedono istituzioni che rispettino le regole che esse stesse proclamano e che smettano di usare la crescita economica come alibi per l’impunità delle élite.La generazione Z,più istruita e più esposta ai modelli globali,misura i governi sulla base dei risultati e non delle promesse elettorali. Il fattore tecnologico amplifica la mobilitazione ma non la sostituisce.I social network servono a coordinare e documentare,ma la scelta di scendere in piazza resta fisica e rischiosa,soprattutto in contesti dove la repressione è una possibilità concreta.La novità sta nella persistenza:manifestazioni che si ripetono,si adattano e resistono ai tentativi di cooptazione o stanchezza.Questa continuità segnala una maturazione politica che guarda oltre l’evento e punta a cambiare le regole del gioco. Per i governi asiatici la sfida è doppia.Da un lato devono rispondere a richieste immediate di lotta alla corruzione e riforme amministrative,dall’altro devono ricostruire un patto generazionale compromesso da anni di promesse mancate.Se ignorata o repressa,questa mobilitazione rischia di radicalizzarsi.Se ascoltata,potrebbe diventare il motore di una modernizzazione istituzionale attesa da tempo.In ogni caso,la generazione Z ha già segnato un punto:la legittimità non è più garantita dalla crescita economica ma dalla credibilità delle istituzioni.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Condividi post:

Sottoscrivi

Popolare

Articoli Correlati
Articoli Correlati

Matteo De Lise è il nuovo presidente dei commercialisti di Napoli

NAPOLI – Matteo De Lise è il nuovo presidente...

Wonder Woman: la verità come atto di resistenza

Tra denuncia civile e linguaggio ideologico, il nuovo lavoro...

La crisi della democrazia non è più un fenomeno...

libro dei giovani omaggiato ai vescovi della Sicilia

Antoniu Martin, storico e giornalista Un gesto significativo, dal forte...