Il rapporto di UN Women denuncia oltre cento decreti discriminatori, il crollo della salute mentale e i tagli agli aiuti che mettono a rischio i servizi salvavita. Solo il 7% delle donne lavora.A cinque anni esatti dalla presa del potere da parte dei talebani, l’Afghanistan è diventato un caso unico al mondo: un Paese che ha smantellato in modo sistematico i diritti di metà della sua popolazione, istituzionalizzando l’esclusione di donne e ragazze da ogni aspetto della vita pubblica. I nuovi dati di UN Women, pubblicati il 12 agosto 2026, fotografano una realtà fatta di decreti, sorveglianza e paura: più della metà delle donne intervistate esce di casa solo una o due volte al mese. Quasi tre quarti dichiarano di non sentirsi sicure senza un tutore maschio, il mahram. E più della metà evita del tutto i luoghi pubblici, compresi mercati e strutture sanitarie.Dal ritorno dei talebani nel 2021, le autorità di fatto hanno emanato oltre cento decreti contro donne e ragazze. Solo nell’ultimo anno la stretta si è aggravata. Il decreto n. 12 ha abolito la parità giuridica tra uomini e donne di fronte alla legge, conferendo ai mariti un’autorità legale sulle mogli e limitando l’accesso alla giustizia. La violenza coniugale viene criminalizzata solo quando provoca lesioni fisiche gravi e visibili. Il decreto n. 18 rende molto più difficile per una donna lasciare il marito, preservando al tempo stesso il diritto unilaterale degli uomini al divorzio e favorendo implicitamente i matrimoni precoci.La reclusione forzata e la perdita di diritti e opportunità hanno innescato una grave crisi di salute mentale. Sette donne su dieci descrivono la propria salute mentale come «cattiva» o «molto cattiva». L’accesso alle cure è ostacolato dalle restrizioni alla mobilità e dalla crescente carenza di medici e infermiere donne. L’Afghanistan ha già uno dei tassi di mortalità materna più alti al mondo: 638 decessi ogni 100.000 nati vivi nel 2024.L’Afghanistan resta l’unico Paese al mondo a vietare per legge alle ragazze di frequentare la scuola superiore e alle donne l’università. Secondo le stime, se le restrizioni attuali dovessero persistere, il Paese potrebbe perdere oltre 25.000 insegnanti e operatrici sanitarie entro il 2030. Le ragazze si trovano ad affrontare ostacoli quasi insormontabili per accedere a qualsiasi forma di istruzione una volta terminata la scuola primaria.La partecipazione femminile al mercato del lavoro è cronicamente bassa: solo il 7% delle donne ha un’occupazione, contro l’84% degli uomini. L’esclusione economica delle donne costerà all’economia afghana circa 920 milioni di dollari tra il 2024 e il 2026, pari al 5,8% del Pil. Nel 2026 oltre 10,7 milioni di donne e ragazze necessitano di assistenza umanitaria. La crisi dei rimpatriati da Iran e Pakistan aggrava la situazione: meno di una donna su cinque che rientra è in grado di guadagnarsi da vivere, aumentando debito e insicurezza alimentare.Il peso dei tagli agli aiutiQuasi tre quarti delle organizzazioni guidate da donne in Afghanistan hanno subito tagli ai finanziamenti nel 2025. Più della metà prevede di sospendere le attività o chiudere entro l’anno
Paolo Iafrate



