800 anni della morte, San Francesco vive!

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Antoniu Martin, storico e giornalista

C’è una data che il calendario segna con l’inchiostro dell’eternità: l’anno 1226, quando Francesco d’Assisi lasciò questo mondo abbracciando «Sorella Morte» come l’ultima, grande avventura. Ottocento anni dopo, Assisi torna a essere il cuore pulsante di una riflessione profonda, universale e attualissima. “800 anni della morte, San Francesco vive!” – il titolo dell’evento è già, di per sé, una dichiarazione di fede e di speranza.Lunedì 1° giugno 2026, alle ore 17,00, la Sala della Biblioteca Francescana del Convento Chiesa Nuova diventerà il crocevia di voci autorevoli, pensieri luminosi e testimonianze concrete di un carisma che non conosce tramonto.A portare i saluti istituzionali sarà il Sindaco di Assisi, Dott. Valter Stoppini, voce di una città che non smette di essere, nel profondo, la città di Francesco. Con lui, P. Rosario Gugliotta, ofm, Direttore del Museo e Biblioteca Provinciale del Santuario Chiesa Nuova, custode quotidiano di quella memoria viva che il tempo non scalfisce. A introdurre e moderare i lavori sarà MP. Giulio Cerchietti, Officiale della Congregazione per i Vescovi presso la Santa Sede e Presidente dell’Associazione “Amici del Benin”, che porterà con sé il filo invisibile ma tenace che lega Assisi all’Africa, l’Umbria al mondo, il passato alla missione presente — raccontata nel suggestivo intervento “Il SdD Gantin e l’amore per Assisi”.Tra i relatori, spicca la figura di S.E. Mons. Domenico Sorrentino, Arcivescovo e Vescovo emerito di Assisi, Nocera Umbra, Gualdo Tadino e Foligno, che affronterà un tema di straordinaria profondità teologica: “San Francesco e San Carlo Acutis. Una luce per la Chiesa.” Due santi distanti secoli eppure fratelli nello spirito, entrambi figli di Assisi, entrambi messaggeri di una bellezza che redime.Grande attesa per l’intervento del Prof. Nicolò Mannino, Pro Rettore ISFOA, Presidente del Parlamento della Legalità Internazionale ETS e Interlocutore Referente della Pontificia Accademia di Teologia. Il suo contributo – “Custodi del Creato, ambasciatori di bellezza: con Francesco testimoni credibili di una cultura del riscatto” – promette di essere uno dei momenti più intensi della giornata. «Sono profondamente felice — ha dichiarato il Prof. Mannino — che Assisi continui a essere il palcoscenico privilegiato di eventi così significativi per la coscienza civile e spirituale del nostro tempo. La città di Francesco non è solo un luogo geografico: è un’idea, un progetto di umanità. E non è un caso che proprio qui, tra queste pietre antiche, abbiamo recentemente inaugurato l’Ambasciata della bellezza e dell’umiltà del Parlamento della Legalità Internazionale: un segnale forte, un gesto simbolico e concreto insieme, perché legalità e fraternità sono le due facce della stessa medaglia che Francesco coniò otto secoli fa.» A seguire, Mons. Paolo Cartolari, Docente Universitario e Vice Presidente del Senato Accademico ISFOA, proporrà una meditazione sul “Francesco ispiratore di Pace nel Cantico”, riportando l’attenzione al testo più luminoso della letteratura italiana delle origini – un inno che è anche manifesto ecologico, politico e mistico.A chiudere i lavori sarà il Prof. Dott. Vincenzo Mallamaci, Magnifico Rettore Vicario ISFOA, Fondatore e Presidente dell’Associazione internazionale Onlus “E ti porto in Africa”, nonché Interlocutore Referente della Pontificia Accademia di Teologia. Figura di rara statura intellettuale e morale, Mallamaci incarna meglio di chiunque altro quella sintesi virtuosa tra rigore accademico e slancio umanitario che Francesco stesso avrebbe riconosciuto come sua: uno studioso che non si è mai accontentato delle cattedre, ma ha scelto di portare il sapere dove il bisogno è più grande, costruendo ponti concreti tra l’Europa e l’Africa con la stessa tenacia con cui il Poverello costruiva chiese diroccate. Il suo intervento conclusivo, “San Francesco chiama alla Missione”, sarà un appello vibrante a non ridurre Francesco a icona del passato, ma a riconoscerlo come bussola vivente per chi vuole costruire un mondo più giusto, più bello, più fraterno.A fare da cornice spirituale e musicale all’intera giornata, i canti francescani curati dal Prof. P. Matteo Ferraldeschi, ofm — perché Francesco non si racconta solo con le parole, ma con il canto che sale, come la preghiera, verso il cielo d’Umbria.L’evento, in occasione del quale verranno conferiti i titoli accademici ISFOA, è promosso con il patrocinio della Città di Assisi, del Parlamento della Legalità Internazionale ETS, della Pontificia Accademia di Teologia e dell’Associazione “Amici del Benin” e dell’Associazione “E ti porto in Africa”. Ingresso libero.Appuntamento il 1° giugno 2026, ore 17,00 — Convento Chiesa Nuova, Assisi.

Perché Francesco non è morto. Francesco vive.

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