“Il centrodestra si conferma unito anche nelle suppletive di Reggio Calabria, imponendosi sul campo larghissimo delle opposizioni. Complimenti a Fabio Roscioli per il risultato e grazie a tutti gli elettori che hanno scelto di darci fiducia. Un voto che premia ancora una volta una coalizione compatta, radicata e capace di parlare ai territori”, ha commentato sui propri ocial la premier Giorgia Meloni.
In queste suppletive, che si sono rese necessarie dopo l’elezione dell’azzurro Francesco Cannizzaro a sindaco di Reggio Calabria, il centrodestra ha superato il risultato delle politiche del 2022, che si era attestato intorno al 47%. Non c’erano concreti elementi per dubitare della riconferma, ma il voto ha comunque catalizzato grandi attenzioni poiché ha rappresentato il primo banco di prova elettorale per Vannacci.
Il mutismo eloquente della sinistra. Il “The day after” le suppletive a Reggio Calabria – così come anche la serata del 28 settembre-, quando a metà scrutinio era già archiviata la pretesa di Fn di fare della città la “Sassonia italiana”- colpisce la “strana” afasìa del centrosinistra. La coalizione che guida il governo ha superato il 50 per cento dei consensi, il centrosinistra è staccato di ben 15 punti e Fn quasi all’11 per cento è stato tutt’altro che la fanfaronata dell’effetto Sassonia.
A sinistra erano pronti a dare per morto il centrodestra qualora l’ex generale avesse riportato un risultato più rotondo e soprattutto se il centrosinistra non avesse fatto la figura miserrima che ha fatto. Quando è sfumato l’ennesimo argomento anti-governativo sono rimasti senza parole: restano il silenzio dei big – al momento- e qualche arrampicata sugli specchi imbarazzante, surreale.
“Il primo dato politico di queste elezioni Suppletive è un’affluenza drammaticamente bassa, ferma al 22,34 per cento. Poco più di un elettore su cinque è andato a votare. E’ un segnale di distacco che deve interrogare tutte le forze politiche”. L’osservazione fa quasi tenerezza per quanto è lunare. Ad interrogarsi dovrebbe essere il centrosinsitra e chiedersi come mai di fronte a un’opportunità dipinta come “unica” – dare un segnale al governo- siano rimasti a casa, posto che l’elettorato di centrodestra è quello che si è mosso per recarsi alle urne. Conclude poi la nota della federazione metropolitana del Pd di Reggio Calabria. “Davanti a un’astensione di queste dimensioni, anche la vittoria e le percentuali dei candidati hanno un valore francamente relativo”.
L’astensione usata come giustificazione della sconfitta è semplicemente l’argomento della disperazione: non risulta che alle Regionali in Umbria e in Emilia Romagna vinte dal centrosinsitra si siano levate voci che delegittimassero il risultato in virtù, anche in quella occasione di un vistoso calo di affluenza. Non risulta che la vittoria dei due governatori De Pascale e Proietti sia stata considerata “relativa”. La realtà registra che nel campo “larghissimo” come lo ha definito la premier Meloni includendo anche Fn, non hanno saputo intercettare né mobilitare alcunché.
“Abbiamo stravinto”. Il risultato delle suppletive a Reggio Calabria è stato così netto che il presidente della Regione, Francesco Occhiuto, ha potuto rivendicarlo già prima della metà dello spoglio. Secondo i dati definitivi del Viminale 487 sezioni su 487, il candidato del centrodestra, il tesoriere nazionale di Forza Italia Fabio Roscioli, vince col 51,02%, seguito da Frank Benedetto del centrosinistra inchiodato a un 36,59% che racconta di una partita che non è mai stata aperta. Staccatissimo il candidato di Roberto Vannacci, Domenico Giannetta, al 10,94%. Ultimo l’esponente di Democrazia sovrana e popolare Francesco Toscano, all’1,4%.
Lupi: “Un buon viatico per il futuro”
“Il centrodestra stravince a Reggio Calabria, contro la sinistra e la finta destra funzionale alla sinistra. Avanti così”, ha commentato il deputato di FdI, Francesco Filini. “Il centrodestra, senza Vannacci, vince. E si dimostra come il voto a Vannacci sia solo un voto che al massimo può aiutare la sinistra, come già accade in Parlamento. È vero che si tratta di elezioni suppletive, storicamente caratterizzate da una bassissima partecipazione, ma è altrettanto vero che su questo voto si era concentrata un’attenzione particolare, quasi come fosse un test nazionale. Bene, diciamo che si tratta di un buon viatico per il futuro”, ha commentato il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi.



