Rubio da Meloni per ribadire che «l’Italia è un partner strategico per gli Usa». La premier: «Confronto ampio e costruttivo». Tajani consegna a Rubio l’albero genealogico della sua famiglia italiana

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Un colloquio durato circa un’ora e mezza, durante il quale sono stati affrontati i principali dossier di politica estera con particolare attenzione alla crisi nello Stretto di Hormuz e alla situazione in Libano, oltre che in Ucraina.

L’incontro a Palazzo Chigi tra la premier Giorgia Meloni e il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, però, è servito prima di tutto a «rafforzare il solido partenariato strategico tra Stati Uniti e Italia». Un colloquio durato circa un’ora e mezza, durante il quale sono stati affrontati i principali dossier di politica estera con particolare attenzione alla crisi nello Stretto di Hormuz e alla situazione in Libano, oltre che in Ucraina.
«Ho ricevuto oggi con piacere il segretario di Stato americano Marco Rubio a Palazzo Chigi. Abbiamo avuto – ha scritto la premier su X – un ampio e costruttivo confronto, durante il quale abbiamo affrontato numerose questioni, dai rapporti bilaterali tra Italia e Stati Uniti fino alle principali questioni internazionali, tra cui la crisi in Medio Oriente, la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, la stabilizzazione della Libia e il processo di pace in Libano e in Ucraina». Si è trattato di «un dialogo franco, tra alleati che difendono i propri interessi nazionali ma che sanno entrambi quanto sia preziosa l’unità dell’Occidente», ha concluso Meloni, ribadendo il contenuto del tweet in un punto stampa al termine del quale ha anche sottolineato nuovamente con decisione entrambe le Nazioni «comprendono quanto sia importante il rapporto transatlantico, ma entrambi allo stesso modo comprendiamo quanto sia necessario per ciascuno difendere i propri interessi nazionali». «Quindi – ha concluso Meloni – l’Italia difende i propri interessi nazionali, esattamente come fanno gli Stati Uniti ed è bene che su questo ci si trovi d’accordo».

In particolare la nota del dipartimento di Stato Usa conferma come quella di Rubio fosse in sostanza una missione di disgelo, dopo le accuse del presidente Donald Trump ai partner europei, tra i quali anche l’Italia, di non sostenere abbastanza la Casa Bianca nella crisi iraniana, cui la premier aveva risposto con fermezza definendole «non corrette». C’è dunque un significato politico e diplomatico molto profondo e oltre i singoli dossier nell’incontro, che – è trapelato – si è svolto nell’ufficio della premier, davanti a un caffè, e che si era aperto con un confidenziale «come stai?», rivolto da segretario di Stato alla premier al suo arrivo a Palazzo Chigi, accompagnato, tra gli altri, dall’ambasciatore americano in Italia, Tilman Fertitta.
Rubio, che su X ha definito «ottimo» il colloquio con la premier, incontrando la stampa ha spiegato che non sono state affrontate questioni specifiche come quella dell’ipotesi di ritiro delle truppe Usa dall’Europa, perché «è una decisione che deve prendere il presidente, ma io – ha precisato – ho sempre detto pubblicamente di essere un forte sostenitore della Nato». «Uno dei motivi principali per cui gli Stati Uniti fanno parte della Nato è la possibilità di disporre di forze schierate in Europa che possiamo impiegare in altre situazioni di emergenza. Ora però – ha aggiunto – non è più così, almeno per quanto riguarda alcuni membri della Nato. Si tratta di un problema che va approfondito».

L’incontro del segretario di Stato con Tajani
Più nel merito delle questioni è stato il colloquio tra omologhi che Rubio ha avuto con il ministro degli Esteri Antonio Tajani alla Farnesina. Un incontro che, a sua volta, si inserisce nella cornice più ampia del riconoscimento della solida e indiscussa partnership tra Italia e Usa. I due hanno parlato di cooperazione bilaterale in materia economica e di sicurezza globale e regionale, di sicurezza marittima, della necessità di porre fine alla guerra in Ucraina, di Iran e Libano, ma anche di dazi, di Nato, dei rapporti tra Usa, Ue e Italia.

«Sono convinti che l’Europa ha bisogno dell’America, ma anche gli Stati Uniti hanno bisogno dell’Europa e dell’Italia», ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, riferendo alla stampa quanto detto nel corso del bilaterale. «Non vogliamo guerre commerciali. Siamo favorevoli a un grande mercato Europa-Stati Uniti-Canada-Messico», ha spiegato poi Tajani, sottolineando anche che «la presenza americana in Europa è importante per rafforzare la Nato». «È naturalmente importante anche l’impegno forte degli europei, cosa che stanno facendo», ha aggiunto il ministro degli Esteri, ribadendo dunque il principio di reciprocità che ha attraversato i colloqui.

Tajani, poi, ha ribadito a Rubio «l’importanza del Libano per l’Italia e la nostra disponibilità a essere presenti anche in futuro» e la «disponibilità dell’Italia di essere presente con la Marina militare una volta raggiunto il cessate il fuoco stabile, per lo sminamento e la garanzia della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz». Gli Stati Uniti, ha riferito ancora il vicepremier, «si aspettano una risposta dalla parte iraniana». «Siamo favorevoli – ha ribadito Tajani – a tutte le iniziative che possano portare ad un cessate il fuoco permanente, incoraggiamo il dialogo».

Con una stretta di mano e uno scambio di baci, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il segretario di Stato americano Marco Rubio si sono salutati nella Sala dei Galeoni di Palazzo Chigi, dove si è tenuto il loro incontro, durato circa un’ora e mezza. “Come stai?” ha chiesto Meloni al suo ospite, prima di posare per le foto davanti a giornalisti e fotografi. Rubio, poco prima, era stato accolto nel cortile d’onore dal consigliere diplomatico della premier, Fabrizio Saggio. Nella delegazione Usa c’è anche l’ambasciatore degli Usa in Italia, Tilman J. Fertitta.

A Roma per una due giorni, il segretario di Stato Usa è reduce da un incontro alla Farnesina col ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il colloquio è durato circa un’ora.

In agenda, come riporta in una nota la Farnesina, un confronto sui principali temi dell’agenda internazionale e il rafforzamento dei rapporti Italia-USA. Al centro, la guerra in Iran, la crisi nello Stretto di Hormuz e le iniziative per la libertà di navigazione, il cessate il fuoco tra Libano e Israele e il disarmo di Hezbollah, il futuro post-UNIFIL, l’Ucraina e la transizione in Venezuela e a Cuba.

Tajani a Rubio: “Qui c’è la storia della parte italiana della tua famiglia. Visto che ci veniva raccontato che aveva degli antenati italiani, originari di Casale Monferrato, il segretario di Stato ci ha dato i nomi e il sindaco di Casale Monferrato, insieme al presidente della Regione Piemonte con la Curia casale, hanno trovato la storia della sua famiglia di parte italiana” ha raccontato il ministro degli Esteri nel consegnare al segretario di Stato americano il documento che ricostruisce le sue origini piemontesi. “C’è la storia della tua famiglia” ha aggiunto. Alla consegna hanno partecipato anche il presidente Alberto Cirio e il sindaco di Casale Monferrato, Emanuele Capra.

“È stata una notizia meravigliosa per noi apprendere che è di origine piemontese e sono qui per darle il benvenuto insieme al mio assessore regionale alla Sanità e al sindaco di Casale Monferrato” ha detto il governatore Cirio, rivolgendosi al segretario di Stato Marco Rubio, durante la consegna del documento. Oggi, ha aggiunto Cirio, sono stati portati “i documenti della ricerca che abbiamo condotto negli archivi comunali ed ecclesiastici che certificano la sua storia familiare. Le sue origini piemontesi sono per me un grande onore. Ne siamo molto orgogliosi, perché il legame di amicizia e gratitudine che il Piemonte ha con gli Stati Uniti d’America è forte e solido. Perciò, vorremmo averla come nostro ospite in Piemonte, perché il Piemonte è la sua casa”. Il sindaco di Casale Monferrato ha rinnovato l’invito a Rubio.

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