Primo anno di Silvia Salis, il centrodestra presenta il conto: “Genova è tornata indietro. Più tasse e meno sicurezza”

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Silvia Salis ha detto che vuole restare sindaca di Genova fino alla fine del suo mandato, cioè per altri quattro anni, e che quindi non intende candidarsi a leader del centrosinistra per le prossime elezioni politiche del 2027. La sua candidatura alle politiche era una possibilità di cui si parla da un po’ di tempo con una certa enfasi, e caldeggiata anche da importanti politici di centrosinistra, perché Salis è diventata molto popolare anche fuori dalla sua città. Durante la conferenza stampa organizzata per il primo anno del suo mandato ha risposto alle domande di un giornalista a questo proposito in maniera molto decisa: «Io sono la sindaca di Genova e rimango la sindaca di Genova».

Salis è stata eletta sindaca a maggio del 2025, quindi il suo mandato scadrebbe nel 2030. Ex sportiva e dirigente del CONI, il comitato olimpico nazionale, fino alle elezioni non aveva avuto esperienze di politica attiva: aveva vinto le elezioni in maniera netta, battendo il candidato del centrodestra Pietro Piciocchi.

Le attenzioni su di lei hanno diverse ragioni: un po’ sono dovute al fatto che sa comunicare in maniera molto efficace, un po’ al modo in cui è stata eletta, a capo di un’ampia coalizione di centrosinistra. Il suo profilo sembra insomma adatto a unire sia partiti più centristi che partiti più di sinistra. Salis ha detto che comunque tutte queste attenzioni sono positive per la città: «Credo che non si sia mai parlato così tanto di Genova», ha detto, «per il dinamismo, per gli eventi legati ai giovani, anche per elementi di posizionamento della città che la rendono visibile e sempre.

Le è stato poi chiesto esplicitamente se è sicura che la sua posizione non possa cambiare da qui alle elezioni politiche, e ha risposto in modo altrettanto netto: «Sono sicura che non cambierò mai idea perché come vi ho sempre detto questo è il mandato che mi hanno dato in questa città e lo porterò avanti nei cinque anni che ci aspettano».

Le è stato poi chiesto esplicitamente se è sicura che la sua posizione non possa cambiare da qui alle elezioni politiche, e ha risposto in modo altrettanto netto: «Sono sicura che non cambierò mai idea perché come vi ho sempre detto questo è il mandato che mi hanno dato in questa città e lo porterò avanti nei cinque anni che ci aspettano».

Salis è stata molto perentoria su una possibilità che finora aveva generalmente escluso, ma su cui in qualche occasione aveva lasciato trasparire qualche ambizione, con molta cautela. Ad aprile una sua intervista all’agenzia statunitense Bloomberg aveva creato un po’ di scompiglio nella coalizione di centrosinistra che viene spesso chiamata “campo largo” (che comprende Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e Italia Viva). In quell’occasione aveva detto che l’idea che molti la proponessero come leader del centrosinistra era «interessante» e la lusingava, e soprattutto che «di fronte a una richiesta unitaria della coalizione non posso dire che non la prenderei nemmeno in considerazione, sarebbe una bugia.

Aveva comunque sempre negato di volersi candidare a eventuali primarie del centrosinistra, quelle che dovrebbero servire a decidere quale leader debba guidare la coalizione alle elezioni politiche, e quindi proporsi come candidato presidente del Consiglio: è una procedura a cui si è sempre detta contraria, perché secondo lei contribuirebbe ad accentuare le divisioni tra i partiti della coalizione.

Nella conferenza stampa per il suo primo anno di mandato ha ridimensionato anche quello che aveva detto a Bloomberg, spiegando che le sue frasi erano state isolate in modo da trarne conclusioni un po’ affrettate e sensazionalistiche: «Se Bloomberg avesse riportato tutta la risposta non sarebbe stato attrattivo, è il gioco delle parti. Un conto è dire “sicuramente sono proposte che fanno riflettere, ma io sono la sindaca di Genova”, un conto è dire “mi hanno fatto una proposta e questo mi ha fatto riflettere”. «È sempre la stessa risposta ma viene riportata solo la prima parte».

Salis è stata eletta sindaca a maggio del 2025, quindi il suo mandato scadrebbe nel 2030. Ex sportiva e dirigente del CONI, il comitato olimpico nazionale, fino alle elezioni non aveva avuto esperienze di politica attiva: aveva vinto le elezioni in maniera netta, battendo il candidato del centrodestra Pietro Piciocchi.

“Un anno di giunta Salis. 365 giorni in cui abbiamo sottolineato l’inerzia e l’inattività di questa Amministrazione che non ha fatto altro che sottrarsi alle proprie responsabilità, puntando il dito contro altri: meglio se contro il centrodestra. Ma che non ha lesinato sulle passerelle quando c’era da prendersi meriti per i progetti avviati proprio grazie al lavoro del centrodestra”. L’affondo di Alessandra Bianchi, capogruppo di FdI in consiglio comunale. Nel giorno in cui la prima cittadina di Genova ha indetto la famosa conferenza stampa a domande anticipate, l’opposizione in consiglio comunale nel pomeriggio ha organizzato una contro conferenza stampa. Dalle parole della sindaca, Genova sembra tutta rose e fiori, ma “in questi 12 mesi abbiamo smascherato le numerose bugie della Giunta Salis che si confeziona una realtà costruita ad hoc: un mondo bello e fatato che puntualmente crolla sotto il peso delle realtà fattuali”.

La realtà chiama in causa la sicurezza, tema che sta affliggendo la città. “Una città sempre più allo sbando – prosegue Bianchi- . Ed un Assessore la cui inadeguatezza non la sottolineo io, ma direttamente il Sindaco che, rispondendo al suo posto in aula l’ha pubblicamente sfiduciata”. Intanto aumentano gli episodi di spaccio e violenza, le cronache si impegnano a confutare la narrazione ufficiale veicolata dalla comunicazione della Salis. La cronaca parla sa sé. Martedì mattina, in poche ore, un uomo è finito accoltellato in vico delle Vigne dopo una spedizione punitiva a casa di tre algerini arrivati da poco in città. Una quattordicenne, sulla Darsena, si è beccata un pugno in pieno volto da una ragazza che voleva rapinarla del cellulare. Alcuni  turisti hanno dovuto schivare un lancio di bottiglie scagliate da spacciatori e una lite tra due senza tetto finita a bastonate. Il 6 maggio Genova si sveglia con l’ennesima rissa nel centro storico, tra via Gramsci e ponte Parodi. Quattro stranieri senza fissa dimora e irregolari sul territorio si inseguono e si colpiscono a bottigliate poco prima dell’alba. Due i feriti.

“Ma questa Amministrazione si gira dall’altra parte. Finge di non vedere e boccia tutte le nostre proposte con il Sindaco sempre troppo impegnato a scaricare responsabilità sul Governo. Dimenticandosi, per esempio, di quanto invece spetterebbe a lei come previsto dal Tuel. E, a pagarne il prezzo, sono ancora una volta i genovesi”. Salis cerca alibi. Insomma, la sicurezza? E’ un problema degli altri… E’ un assurdo da rispedire al mittente. “Che la coerenza non fosse qualità di questa Amministrazione ne avevo già preso atto”, rilancia Bianchi. Incalzano in una nota i consiglieri della Lega: “Senegalese irregolare uccide italiano e altri, ormai quotidiani, episodi di violenza da parte di stranieri a Genova sarebbero colpa del ministro Matteo Piantedosi?  Siamo alla follia”.

Non va meglio su altri fronti. “La Giunta Salis prosegue a dirsi ereditiera di situazioni drammatiche e pesanti buchi di bilancio. Ma trova lauti fondi per consulenze assolutamente ben retribuite: su tutte gli oltre 156 mila euro per la consulente LGBTQIA+; oppure il super consulente sport che può vantare un compenso di 100 mila euro annui; anche se poi spunta una delega su questo tema assegnata alla consigliera PD Canessa Cerchi”. Bianchi continua a fare pelo e contropelo ai 365 giorni di giunta centrosinistra. Il  bilancio di questo primo anno è chiaro: “le colpe sono degli altri e i meriti del Sindaco Salis; seppur non si capisca a quali meriti si riferisca dato che Genova non è rimasta ferma, che già sarebbe stato comunque grave. Ma addirittura è andata indietro. Dopo un anno lo slogan ‘è già domani’ si rivela essere titolo buono per un film ma pessimo per la città”, conclude la capogruppo di FdI in consiglio comunale.

Per il capogruppo di Vince Genova, Pietro Piciocchi, “quest’anno è stato caratterizzato da una narrazione stucchevole a partire da quella sul bilancio. Questa giunta ha ereditato un Comune con un avanzo consistente e un debito ridotto, oggi ci troviamo con le tasse comunali più alte d’Italia e con l’aliquota massima applicata sull’Irpef”. E la capogruppo di Noi Moderati, Ilaria Cavo, tra le altre cose, ha contestato la cifra di 294 delibere presentata stamani dalla giunta Salis. “Con i numeri si può giocare – ha detto Cavo – ma le delibere arrivate all’attenzione del consiglio quest’anno sono state 19: in quella cifra ci sono delibere tecniche che non incidono sulla città”.

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