Ponte sullo Stretto: apertura nel 2032. Salvini: “Opera record”. Meloni: “Spinta per l’Italia”

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“Caro Direttore,

Leggo con soddisfazione le ultime dichiarazioni del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, sul Ponte sullo Stretto. Dopo aver ricordato che l’opera garantirà 120.000 posti di lavoro e finalmente il diritto alla mobilità a milioni di calabresi e siciliani, Salvini ha annunciato che mercoledì mattina alle 12:30 il CIPESS (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile) approverà il progetto definitivo: ‘Sono le ultime norme e ultime firme per queste quarantotto ore che segneranno una pagina di storia’. È l’ultimo passaggio prima dell’apertura dei cantieri, prevista dopo i successivi controlli della Corte dei Conti Queste parole segnano un momento di speranza per il Sud”. Comincia così la lunga riflessione del Prof. Simone Veronese.

Il Ponte non è solo acciaio e cemento: è l’inizio di un sistema integrato di alta velocità e logistica che collegherà il Mezzogiorno al resto d’Italia. È lavoro, sviluppo, mobilità, turismo. Da anni, come Presidente dell’Associazione Amici del Ponte sullo Stretto, mi batto per quest’opera che può cambiare il destino di due regioni troppo spesso dimenticate”.

Cosa ci offre la storia

“La storia ci offre un precedente illuminante. Negli anni Sessanta, il Ministro ai Trasporti e alle Infrastrutture Giacomo Mancini segretario nazionale del Partito Socialista ebbe il coraggio di promuovere la costruzione dell’autostrada Salerno‑Reggio Calabria. All’epoca la Calabria era considerata “la terza isola” perché gli aspri rilievi montuosi la rendevano di fatto irraggiungibile. Mancini impose ai progettisti un tracciato interno che attraversava le montagne pur di includere Cosenza, rompendo così l’isolamento di numerosi comuni. L’autostrada fu completata nel 1972, otto anni dopo l’avvio dei lavori, nonostante la complessità geologica e i costi elevati. Per accelerare i lavori e impedire che l’opera si fermasse a Eboli, Mancini superò le resistenze burocratiche, arrivando persino a licenziare il potente direttore generale dell’Anas”.

“Quella scelta, ricordata dal figlio Pietro, dimostra che quando esiste la volontà politica il Mezzogiorno non è destinato a restare un cimitero di opere incompiute. Mancini subì una dura campagna denigratoria, orchestrata dalla stampa di estrema destra e amplificata da alcuni suoi stessi compagni, ma continuò determinato. Grazie a quella tenacia oggi esiste un asse viario che, pur con le sue criticità, ha collegato il Sud al resto del Paese”.

“Oggi Matteo Salvini si trova in una posizione simile. Anche lui è attaccato dagli ambientalisti e da una parte della sinistra, che evocano danni ambientali o infiltrazioni mafiose per frenare l’opera. Anche lui, come Mancini allora, si scontra con burocrazie e oppositori politici. Eppure porta avanti un progetto ancora più ambizioso: non solo un collegamento stradale, ma una porta d’accesso al corridoio ferroviario ad alta velocità che scenderà nel Mezzogiorno”.

“Il Ponte sullo Stretto non si esaurisce in un viadotto: è il tassello chiave di una visione moderna, che mira a creare la più grande area metropolitana del Mediterraneo, a ridurre drasticamente i tempi di percorrenza, a liberare lo Stretto dall’inquinamento delle navi, a generare posti di lavoro e attrarre turisti. Per la sua unicità e grandezza, se realizzato, diventerà il vero simbolo del riscatto del Mezzogiorno e proietterà l’Italia nella storia dell’ingegneria mondiale. Come allora, il Sud non può più aspettare. Non possiamo più accettare che chi ha fallito nel garantire servizi di base blocchi un’opera che unisce e rilancia. Non possiamo lasciare che l’ideologia o il benaltrismo cancellino un’opportunità storica”.

L’appello a Salvini

“Per questo, rivolgo un appello a Matteo Salvini: vada avanti con la stessa determinazione di Giacomo Mancini. Assicuri trasparenza, legalità e tutela ambientale, ma non si lasci intimidire dagli attacchi. Se riuscirà a portare a termine il Ponte sullo Stretto, verrà ricordato – come Mancini lo fu per l’A3 – come uno dei più grandi meridionalisti e statisti del secolo, un leader capace di trasformare le visioni in opere concrete. Il futuro, quando bussa, non va bloccato. Va costruito”.

Oggi è un altro giorno. Sì, ma non è un giorno come gli altri: il via libera del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile sembrerebbe dare finalmente il via libera all’Opera delle opere, quel Ponte sullo Stretto di Messina del quale si parla, senza mai costruirlo, da decenni.

Parli di Ponte e i luoghi comuni indossano, come per incanto, tutti la maglietta del NO.

Un gradino sotto il partito del “prima le strade”, per esempio, c’è quello del “col Ponte faranno affari la mafia e la Ndrangheta”.

Ci auguriamo, ma non ne siamo affatto convinti, che i sostenitori a tutti i livelli della tesi “no-ponte” sappiano di sostenere una argomentazione strumentale, quanto meno.

Alla faccia dei Signor No c’è il via libera a tutto, i soldi, i tempi scanditi, i progetti approvati e l’obiettivo finale che sembra poter essere raggiunto “a tutta velocità”: il 2023-2033, quando le prime auto potranno solcare il Ponte sullo Stretto di Messina attraversandolo in dieci minuti invece che nelle due ore e mezza che oggi impiegano con i traghetti.

Il Cipess ha approvato il Progetto definitivo che comprende una articolata documentazione presentata dal ministero delle infrastrutture e trasporti nel corso di una seduta a Palazzo Chigi che si è trasformata in una piccola festa del governo, con il ministro Matteo Salvini a fornire dettagli su progetti, costi e scadenze e la premier Giorgia Meloni a garantire il massimo impegno per l’esecutivo. Se oggi la Lega di Salvini esulta per l’avvio dei lavori, anche Forza Italia non può che rallegrarsi per quel progetto partorito della mente geniale di Silvio Berlusconi e condiviso, fin dall’inizio, dalla destra e da Fratelli d’Italia, che in Sicilia vantano un avamposto politico cruciale. Secondo la relazione istruttoria del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, l’intero fabbisogno del progetto, è pari a circa 13,5 miliardi di euro, interamente coperto da risorse già stanziate dal bilancio dello Stato e dalle risorse acquisite dalla Società con l’aumento di capitale sottoscritto nel 2023 dal Ministero dell’economia e delle finanze.

“Non è un’opera facile ma lo riteniamo un investimento sul presente e sul futuro dell’Italia, e ci piacciono le sfide difficili quando sono sensate. Lo facciamo per dare lavoro e opportunità oggi, visto il moltiplicatore che un’opera di questa imponenza può generare sul nostro tessuto economico e produttivo, e per lasciare alle generazioni future un’eredità concreta: un’Italia più connessa, più competitiva, più coesa”. ha detto la presidente del Consiglio durante il suo intervento nel corso della riunione Cipess di stamattina.

I numeri del Ponte sullo Stretto

 Il Ponte sullo Stretto di Messina, con una lunghezza complessiva di 3.666 metri (con la sua luce centrale di 3.300 metri) sarà il ponte sospeso più lungo al mondo. Due torri alte 399 metri saranno posizionate sulla costa calabra e su quella siciliana. Il Ponte sarà alto 72 metri per consentire il passaggio delle navi. Due coppie di cavi del diametro di 1,26 metri, ciascuno formato da 44.323 fili d’acciaio. La capacità stradale massima del Ponte sarà di 6 mila veicoli l’ora mentre la capacità ferroviaria massima sarà di 200 treni al giorno. Nel progetto Ponte sono inclusi 40 chilometri di collegamenti stradali e ferroviari.

La metropolitana sul mare

“Sarà il ponte a campata unica più lungo al mondo. Una infrastruttura del genere è un acceleratore di sviluppo”, ha detto il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini durante la presentazione al comitato interministeriale. Il ministro ha anche ringraziato i ministri precedenti che hanno creduto al collegamento tra Calabria e Sicilia, citando Pietro Lunardi. “Questo non è un punto di arrivo ma un punto di partenza che arriva dopo due anni e mezzo di lavoro costante e riunioni a tutti i livelli. È un’emozione perché non si è mai arrivati al progetto definitivo e sarà il ponte a campata unica più lungo al mondo”, ha poi detto il ministro durante la conferenza stampa sull’approvazione del progetto. I risvolti economici sono chiari a tutti. “Sarà un acceleratore di sviluppo perché il ponte sarà una parte della risoluzione dei problemi nel Mezzogiorno in Italia. Oggi i treni ci mettono dai 120 ai 180 minuti per il trasporto merci, ora impiegheranno 15 minuti. Il tempo medio per le auto tra i 70 e i 100 minuti si ridurrà a 10 minuti”, ha aggiunto.

“Sui territori cambia il mondo: faccio un esempio su tutti, ci sarà la metropolitana dello Stretto. Cioè il manufatto Ponte è meno della metà del costo complessivo di quello che è un restyling totale del fronte messinese e reggino. Ci saranno tre fermate sul fronte messinese, che collegheranno tutti i giorni studenti pendolari, lavoratori, ingegneri, turisti in metropolitana una sponda all’altra sponda”.

“Fin dal nostro insediamento –ha poi ricordato la Meloni- ci siamo posti degli obiettivi ben precisi: utilizzare gli investimenti pubblici come leva per lo sviluppo della Nazione, spendere le risorse bene e velocemente evitando sprechi e inefficienze, e realizzare così infrastrutture attese da decenni e che rimarranno ai nostri figli e produrranno benessere e crescita duratura”.

I tempi certi e gli investimenti previsti

L’obiettivo dell’attraversamento tra il 2032-2033 è il periodo che i tecnici prevedono per il Ponte sullo Stretto di Messina”. “I cantieri preliminari avranno il via libera subito dopo il passaggio con la Corte dei Conti. È un’opera che non ha precedenti al mondo, aver investito mesi in più per i passaggi tra ministeri ed enti locali si procede con il buon senso rispettando tutto ciò che la tecnica prevede. Con oggi è arrivata l’approvazione del piano economico e finanziario e da oggi si lavora per il progetto esecutivo, spero che nessuno tra qualche anno arrivi bloccando quello che ormai è in corsa”, ha concluso il ministro dei Trasporti.

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