La Polonia ha annunciato un rafforzamento delle misure di sicurezza lungo il confine con la Bielorussia, nel tentativo di contrastare quelle che definisce “minacce ibride” provenienti da Minsk. Allo stesso tempo, Varsavia ha confermato la riapertura di due valichi di frontiera precedentemente chiusi per ragioni di sicurezza.
Nuova recinzione di quattro metri per contenere i flussi irregolari
Il governo polacco ha comunicato l’avvio della costruzione di una nuova barriera nella provincia di Podlaskie, che andrà ad affiancare le infrastrutture già presenti. La struttura sarà alta quattro metri, realizzata con reti metalliche e ulteriormente rinforzata da filo spinato che percorrerà tutta la lunghezza della recinzione.
Secondo l’esecutivo, la nuova barriera servirà soprattutto a supportare la Guardia di frontiera nel trattenere i migranti che riescono a superare la prima linea di difesa.
Tecnologia di sorveglianza avanzata: telecamere termiche su pali di dieci metri
Oltre alle barriere fisiche, la Polonia sta potenziando anche il sistema di sorveglianza. Il generale di brigata Sławomir Klekotka, comandante della Guardia di frontiera locale, ha spiegato che verranno installate telecamere termiche montate su pali alti dieci metri, al fine di migliorare il monitoraggio costante della zona.
I materiali necessari per la costruzione della nuova recinzione risultano già in fase di consegna, segnale che i lavori procederanno rapidamente.
Dopo le tensioni con Minsk, riaprono due valichi di frontiera
Il rafforzamento del confine arriva in un momento di graduale allentamento delle tensioni tra i due Paesi. Varsavia ha infatti reso noto che riaprirà due valichi di frontiera con la Bielorussia, chiusi lo scorso settembre in risposta alle esercitazioni militari congiunte condotte da Minsk e Mosca.
Il governo ha spiegato che la riapertura è resa possibile dal fatto che “il confine è ora posto in sicurezza”, ma continuerà comunque a monitorare attentamente la situazione.



