“Sospendere il patto di stabilità potrebbe aiutare. L’Ue non dovrebbe sottovalutare l’impatto che la crisi potrà avere. Muoversi troppo tardi è un enorme errore di valutazione”, a dirlo è Giorgia Meloni durante un punto stampa al Vinitaly a Verona. “Stiamo chiedendo sia la sospensione del Patto, sia dell’Ets. Dar battaglia in Ue su questi temi è per il bene dell’unione” ha precisato la premier.
“Una misura che potrebbe fare la differenza” La sospensione del patto di stabilità “deve essere una misura generalizzata, esattamente come stiamo chiedendo alcune cose che riguardano sia l’energia, con la sospensione dell’Ets di cui abbiamo cominciato a discutere mesi fa, ma anche il Cbam”, ha aggiunto la premier. Con l’acronimo Cbam, si intende il Carbon Border Adjustment Mechanism, ovvero è il meccanismo Ue per la tassazione delle emissioni di carbonio incorporate in merci importate da paesi extra Unione. “Sospendere oggi il Cbam sarebbe oggettivamente una misura che potrebbe fare la differenza. Su questo siamo molto determinati a dare battaglia in Europa, ma per il bene dell’Europa, perché non si può rimanere sempre identici a se stessi mentre il mondo intorno a noi cambia in maniera così vorticosa. Crediamo che chi oggi pone con serietà queste questioni sia particolarmente responsabile”, ha concluso.
“Se non riapre Hormuz l’economia mi preoccupa” Sempre dal Vinitaly di Verona, la premer ha ribato la sua apprensione sull’andamento dell’economia: “Sono molto preoccupata se non si riesce a riprendere e mandare avanti il round di negoziati e non si riesce a riaprire lo Stretto di Hormuz. Noi dall’inizio della crisi siamo stati tempestivi nel dare le risposte e continueremo a essere tempestivi nel dare le risposte. Per fare questo c’è bisogno di un impegno del governo italiano, e c’è bisogno dell’Europa”.
‘Se la Ue non interverrà sul Patto di Stabilità per aiutare l’Italia ad affrontare la crisi dei carburanti, l’Italia lo farà per conto suo’, il vicepremier Matteo Salvini alza il livello dello scontro con Bruxelles, mentre il suo collega Adolfo Urso parla di rischio recessione se lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso.
Il governo Meloni chiede da settimane alla Ue di sospendere il Patto, a seguito della crisi energetica provocata dalla guerra in Iran. Bruxelles ha risposto che per ora non ci sono le condizioni. Anche l’ad di Eni, Claudio Descalzi, intervenendo a Roma alla Scuola di formazione politica della Lega, chiede a Bruxelles di cambiare rotta: “Io penso che sia necessario sospendere il bando che scatterà il primo gennaio 2027 sui 20 miliardi di Gnl (gas naturale liquefatto, n.d.r.) che vengono dalla Russia. E suggerirei anche, come sta dicendo il governo italiano, di rivedere anche l’Ets. Non dico che deve essere cancellata, ma deve essere sospesa, oppure redistribuita”. La leader del Pd Elly Schlein risponde a Salvini dal Vinitaly di Verona: “Noi non abbiamo votato a favore di questo nuovo patto, che reintroduce dei criteri molto rigidi che ci riportano all’epoca dell’austerità. La domanda, per quei ministri che oggi invocano la sospensione, è: perché l’avete approvato questo patto?”. Poi aggiunge: “La cosa che dovrebbe chiedere il governo italiano è un tetto europeo al prezzo del gas, sul modello di quello che ha fatto la Spagna nel 2022, dopo l’invasione criminale di Putin in Ucraina”.



