«Si può essere d’accordo oppure no, ma sulla questione energetica il governo ha lavorato dall’inizio, partendo dal gas release fino ai provvedimenti sul nucleare. Ed entro l’estate sarà approvata la legge delega, saranno adottati i decreti attuativi per il quadro giuridico necessario alla ripresa della produzione nucleare in Italia»: inizia così la risposta della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni al primo quesito del premier time in Senato. A porre la domanda è stato il leader di Azione, Carlo Calenda che ha chiesto conto al capo del governo sul tema dell’energia.
Questione energetica al centro dell’azione di governo
Meloni ha ricordato anche «il decreto bollette, che reperiva parte delle risorse che erano necessarie per calmierare i prezzi delle bollette, tassando le imprese produttrici, cioè qualcosa che era abbastanza inedito. Così come anche a livello internazionale ci muoviamo per diversificare le fonti, come a livello nazionale ci muoviamo per diversificare le tecnologie per ridurre una dipendenza che diventa sempre più pericolosa. E poi ci sono molte altre questioni che possono essere oggetto e sono oggetto, di un possibile confronto con le opposizioni».
Il riconoscimento della responsabilità di Azione
La numero 1 di Palazzo Chigi ha reso l’onore delle armi al leader di Azione, riconoscendo al partito «di aver tentato nei momenti di difficoltà, su alcune grandi questioni che non riguardano questi cinque anni, ma riguardano l’Italia nel suo complesso, di fare il tentativo di portare il proprio contributo e le proprie proposte. E quindi lei deve sapere, senatore Calenda, che le porte del Governo, le porte mie personali, per chi ha voglia di confrontarsi nel merito di questioni che in ogni caso impattano su ciascuno di noi, saranno sempre aperte».
Sulla proposta di Calenda di una “cabina di regia permanente”, aperta anche alle opposizioni, per gestire le emergenze economiche, industriali, energetiche e della difesa però spiega: «io sarei anche disponibile ma devo ricordare che finora quando abbiamo provato a fare delle proposte in questo senso, la risposta da parte della stragrande maggioranza dei partiti dell’opposizione non è stata di disponibilità. Ricordo, uno degli ultimi casi, all’inizio del conflitto in Iran: ci si è detto addirittura che volevamo organizzare una sorta di passerelle. Non c’è da parte mia nessuna volontà di organizzare delle passerelle. Se le posizioni delle forze di opposizione fossero diverse, le mie porte sarebbero ancora aperte. Sono in ogni caso aperte per chiunque voglia anteporre l’interesse nazionale all’interesse di partito, perché credo che la fase lo richieda».



