Michael Bublè canta al “Concerto con i Poveri “nell’Aula Paolo VI alla presenza del Santo Padre Leone XIV“

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Padre e Marito devoto, Custode del Grande Canzoniere Americano, Sex Symbol, Umile Canadese…”, così si definisce Michael Bublè con un pizzico di autoironia sul suo profilo Istagram con 4,3 Milioni di followers.La sua è ormai da tempo voce del Natale per antonomasia: non è un caso che il suo album “Christmas” uscito nel 2011 abbia già venduto più di 16 milioni di copie.

Ma Michael Bublè è anche un uomo di fede, e ci tiene a precisare che poter cantare alla presenza del Papa in questo concerto di Natale è per lui il momento più importante della sua carriera. Un “Concerto con i Poveri”, quest’anno alla sua sesta edizione, promosso dal Coro della Diocesi di Roma e organizzato dalla Fondazione Nova Opera ETS con la direzione artistica del Direttore d’Orchestra Mons. Marco Frisina.Bublè si esibisce con alcuni brani del suo repertorio classico, quali “Feeling Good” e “Always On My Mind”, ma inserisce un Ave Maria intensa e toccante, per la prima volta cantata davanti ad un pubblico dopo la registrazione in studio.

L’artista scherza con il pubblico con qualche battuta in italiano e alla fine della sua performance lo stesso Santo Padre, divertito dopo aver canticchiato insieme al pubblico qualche strofa di “Love”, scherza con lui a sua volta: “Michael Bublè, your italian is wonderful!”. Poi però il clima si fa più solenne, perché al termine del concerto Papa Leone prende la parola e riempie di significato questo “Concerto con i Poveri”.Oltre 3000 posti nelle prime file sono state riservate per l’occasione alle persone senza fissa dimora, a chi vive situazioni di disagio sociale ed economico, inclusi detenuti in permesso speciale. Sono loro gli ospiti d’onore del concerto, un’opportunità per offrire a persone svantaggiate non soltanto un pasto caldo, ma anche qualcosa di più e di diverso: la musica.

Il Santo Padre ci riporta allo spirito più profondo del Natale, e ci ricorda che il Vangelo stesso ci dice che “mentre Gesù nasceva nella stalla di Betlemme in cielo c’era un grande concerto di angeli”. Ma che in quel concerto -ricorda ancora il Papa- “gli angeli sono apparsi ai pastori che vegliavano di notte per fare la guardia al loro gregge”.E’ questo un messaggio profondo, e si comprende perché il concerto di Natale non è un concerto “per” i poveri, ma un concerto “con” i poveri.La povertà è a livello mondiale un problema che ancora oggi assume le dimensioni di una catastrofe. Secondo stime della Banca Mondiale ci sono almeno 700 milioni di persone che vivono nella povertà più estrema, ma le stime sono molto più alte e arrivano ai 3,5 miliardi se si include chi vive con meno di 3,65$ al giorno.

Ma il punto qui è un altro.Siamo abituati a considerare la povertà come un problema legato a fattori economici, allo scarso reddito, spesso alla privazione di cibo e di cure mediche, alla mancanza di una dimora fissa, e in generale alla assenza di qualunque forma di sicurezza o prospettiva futura.E questo è indubbiamente vero.Ma povertà è anche la negazione di altro e in questo altro negato c’è la cultura, l’arte, la musica.In questo la manifestazione porta con sé un messaggio che rompe gli stereotipi sul concetto stesso di povertà.

Ma tornando alla performance artistica, non si può non sottolineare che la luce talentuosa di Michael Bublè non ha offuscato quella degli altri talenti che si sono esibiti sul palco dell’Aula Paolo VI.Nella prima parte del concerto, infatti Serena Autieri, che ha anche fatto gli onori di casa, ha cantato “Quando nascette Ninno”, seguita da Matteo Vizzani, Silvia Parrinello, Rossella Mirabelli, grandi voci soliste accompagnate dal Coro della Diocesi di Roma diretto dal Mons. Frisina che ne è anche il fondatore, e dalla Nova Opera Orchestra, che riunisce musicisti italiani ed europei con un repertorio che va dalla musica classica a quella lirica, fino alle colonne sonore del cinema.

E se come dice il Santo Padre “la musica è come un ponte che ci conduce a Dio”, oggi è soprattutto loro che dobbiamo ringraziare per aver contribuito alla costruzione di questo ponte.

Andrea Amoroso

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