Il concerto da circa 250 mila spettatori di Ultimo a Tor Vergata continua a far parlare. Dopo la serata record arrivano i complimenti della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che parla di «serata straordinaria» e ringrazia le Forze dell’Ordine, la Protezione civile e tutti coloro che hanno garantito la sicurezza dell’evento: «Roma ha vissuto ieri una serata straordinaria. Uno dei più talentuosi cantautori italiani ha fatto la storia della musica e dello spettacolo dal vivo, in Italia e non solo, con un concerto emozionante che rimarrà nei cuori di tantissimi. Bravo Ultimo!», ha scritto la premier su X.
Meloni ha quindi rivolto un ringraziamento «a tutti gli uomini e alle donne delle Istituzioni, delle Forze dell’Ordine, del soccorso pubblico, della Protezione civile e del volontariato che hanno sostenuto la macchina organizzativa e hanno garantito che anche questo grande evento potesse svolgersi in piena sicurezza».
Mazzi: «Evento straordinario, plauso ai produttori»
Sulla stessa linea il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, che ha definito il concerto «un evento straordinario» sottolineando anche il lavoro svolto dietro le quinte. «Vanno ringraziati anche i produttori, una squadra eccezionale guidata da Clemente Zard e Max Brigante. Hanno lavorato più di due anni per realizzarlo. Organizzare un concerto per 250 mila persone non è semplice, farlo in modo così impeccabile è un’impresa. Con professionisti di questo valore internazionale, il turismo degli eventi potrà crescere sempre di più», ha dichiarato.
Con 250 mila spettatori a Tor Vergata, Ultimo ha firmato il concerto a pagamento con più presenze della storia italiana, superando Vasco Rossi e Ligabue. Il suo strabiliante record rappresenta un dito nell’occhio della critica militante che non ha mai apprezzato Niccolò Moriconi romano di San Basilio, preferendogli rap, trap, reggae, rock e altro. E adesso che ha superato anche Vasco Rossi che sembravano davvero irraggiungibili per un solo concerto, hanno un motivo in più per non amarlo.
La Stampa tra riconoscimenti e nuove critiche
Scrive Simonetta Sciandivasci su “La Stampa”: «La spianata richiama i divisti, non più isterici e tossici come nel 900, ma pacati, quasi papa boy, e fedeli, felici della fatica dei chilometri, del caldo, ambientalisti (rare le bottiglie di plastica gettate in strada), soldati della morale populista di Ultimo, ex quasi rapper e ormai cantautore. Che non dà messaggi, e in quasi tutte le canzoni ci mette un «come stai?». Che gode di culto della personalità, mania aspirazionale, ed è un santino pregiato della iconografia del riscatto”.
Poi c’è la speranza di un ravvedimento “politico” di Ultimo. «Due anni fa ha detto di non aver mai votato, ma magari al referendum lo ha fatto» per andarci un po’ pesante nella conclusione: «È un concerto biografico. Ma non è bello come un concerto: è bello come un evento. Canzoni a parte (eh) e voce di chi le canta (urla, meglio), è tutto perfetto: l’intensità del pubblico, che è il vero animale da concerto di questo non concerto, il lavoro collettivo che ha reso tutto possibile, i cancelli aperti dalle sette del mattino, il cielo, la Vela non finita di Calatrava a due passi. Il talento di Ultimo è prendere chi lo ascolta, riacciuffarlo dal margine, dirgli: «Siamo stelle!». E dargli un lasciapassare per la lagna: lamentarsi vi rende eroi. E quindi ha congegnato un rito di venerazione collettiva ed è stato bravo a farne una benedizione per tutti, anche per chi non lo riesce ad ascoltare, perché ascoltarlo, lo giuro, è difficile assai».



