Mattarella convoca il Consiglio supremo di difesa

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Il conflitto nel Golfo persico continua ad allargarsi, producendo un escalation di tensione globale. Perciò il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha convocato il Consiglio supremo di difesa per venerdì 13 marzo alle ore 10 presso il Quirinale. L’ordine del giorno sarà la guerra in Iran e in Medio Oriente, quindi l’analisi della situazione internazionale e degli effetti della crisi in corso. Un appuntamento ancor più importante, se letto alla luce del nuovo attacco iraniano alla Turchia – membro della Nato che sta sollevando dibattiti in merito all’applicazione dell’articolo 5.

L’Articolo 5 del Trattato NATO (1949) è il pilastro della difesa collettiva, stabilendo che un attacco armato contro un membro è un attacco contro tutti. Impegna gli alleati a intervenire, anche con la forza, per assistere il membro colpito. Applicato una sola volta (11/09/2001), richiede una decisione unanime del Consiglio Nord Atlantico. 

Punti chiave dell’Articolo 5 NATO:

  • Principio di base: “Uno per tutti, tutti per uno”. Se un alleato è vittima di un attacco armato, gli altri membri considerano tale atto come un attacco diretto contro di loro.
  • Ambito di applicazione: Si applica ad attacchi contro il territorio, le forze, le navi o gli aerei dei paesi membri situati in Europa o Nord America.
  • Risposta: Non implica un intervento militare automatico, ma obbliga ad agire “immediatamente”, singolarmente o in concerto, adottando le misure ritenute necessarie, incluso l’uso della forza armata.
  • Attivazione: È attivato solo attraverso una decisione unanime del Consiglio Nord Atlantico.
  • Unico precedente: È stato invocato una sola volta nella storia, dagli Stati Uniti dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001.
  • Minacce Moderne: Può includere attacchi informatici o minacce ibride, se riconosciuti dal Consiglio come equivalenti ad attacchi armati tradizionali. Altalex +6

Differenza con l’Articolo 4:
Mentre l’Articolo 5 riguarda la risposta a un attacco, l’Articolo 4 prevede la consultazione tra gli alleati quando l’integrità territoriale, l’indipendenza politica o la sicurezza di un membro sono mina

L’articolo 5 è considerato il pilastro della sicurezza atlantica e un deterrente fondamentale contro le aggressioni

Il Consiglio supremo di difesa è un organo di rilevanza costituzionale, preposto all’esame dei problemi generali politici e tecnici attinenti alla sicurezza e alla difesa nazionale. Questo organo costituisce il principale strumento con cui il Capo dello Stato acquisisce circostanziate conoscenze degli orientamenti del Governo in materia di sicurezza e difesa, per poter svolgere adeguatamente il complesso ruolo di equilibrio e garanzia attribuitogli dalla Costituzione. è dunque un organo di dialogo e confronto preventivo tra i responsabili dell’indirizzo politico in materia di difesa nazionale,

Si tratta di una convocazione straordinaria motivata dagli ultimi sviluppi internazionali che rendono necessaria un’analisi accurata della situazione. Di norma infatti, il Consiglio supremo di difesa si riunisce di norma due volte l’anno ma può essere convocato ogni qualvolta il Capo dello Stato ne avverta l’esigenza. Come in questo caso qui.

Cosa vuol dire? Il Consiglio è fondamentalmente un organo di raccordo tra il presidente della Repubblica, che ha anche il comando delle forze armate, il Consiglio dei ministri e i vertici della difesa. Si occupa di valutare che quali decisioni assumere in materia di sicurezza e difesa nazionale in momenti delicati, come ad esempio in presenza di una crisi internazionale, ma anche di prendere in esame problemi, criteri e modalità di organizzazione delle attività connesse alla difesa.

Ne fanno parte, precisamente: il capo dello Stato, che lo presiede, il presidente del Consiglio, i ministri di Esteri, Interno, Economia, Difesa, Imprese, il sottosegretario di Stato e il Capo di Stato Maggiore della Difesa. È la sede in cui vengono definite le linee di azione dell’Italia ma è anche il luogo in cui il presidente della Repubblica può esercitare la sua funzione di garanzia e richiamare i membri del governo al rispetto dei paletti costituzionali.

Difesa e sicurezza nazionale sono materie molto delicate soprattutto in uno scenario di guerra come quello attuale. Anche se l’Italia non è direttamente coinvolta nel conflitto in Iran, sappiamo che negli scorsi giorni il governo ha dato il via libera all’invio di aiuti nei confronti dei Paesi del Golfo. Non solo, resta aperta anche la questione sull’uso delle basi militari americane presenti sul nostro territorio.

In Parlamento il ministro della Difesa Guido Crosetto ha detto che per ora il tema non si pone dal momento che gli Stati Uniti non hanno chiesto di utilizzarle. Tuttavia il governo si è riservato di valutare la situazione nel caso in cui la richiesta dovesse arrivare, assicurando che le basi verrebbero impiegate per supporto logistico secondo quanto stabilito dagli accordi internazionali.

È in questo contesto, attraversato da incertezza e da forti tensioni diplomatiche ed economiche, che Mattarella ha ritenuto opportuno convocare il Consiglio supremo della Difesa, in programma per venerdì prossimo. Come dicevamo, non è la prima volta che succede. Nel corso del suo mandato Mattarella ha convocato il Consiglio una ventina di volte. Nello scorso anno era già accaduto tre volte: a marzo, per discutere di minacce spaziali e difesa europea, a maggio per un confronto sul riarmo europeo e sulla partecipazione dell’Italia alle iniziative Nato, e infine a novembre, sul tema dei sostegni a Kiev.

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