La nostra Presidente del Consiglio e il Ministro dell’ economia Giancarlo Giorgetti hanno il merito di ave tenuto in Ordine i conti pubblici italiani in questi tre anni di non tranquillità e contrassegnati da cambiamenti e rotture geopolitiche e gravi crisi economiche determinate dal caro energia. Il nostro Paese è stato giudicato da tutte le più importanti agenzie internazionali di rating molto più affidabile con una ricaduta positiva sui mercati e conseguentemente un minor costo del debito. E grazie a questo benefico circolo virtuoso l’ Italia ha potuto arginare gli oneri straripanti derivanti dal fardello del Superbonus. Bisogna riconoscere che non è cosa da poco per un Paese come l’ Italia che ha un debito pubblico mostruoso e per una classe politica che per decenni ha gestito la finanza pubblica come se fosse montagne russe. Alcuni osservatori dicono che l’ ispiratore vero della gestione economica del governo Meloni sia stato Mario Draghi, con la differenza che la Presidente ha potuto lavorare con molta più tranquillità disponendo di una maggioranza coesa . Ora, però, si avvicina la quarta manovra di bilancio e il suo Ministro dell’ Economia dovrebbe tentare di lasciare un segno politico che vada oltre la dovuta prudenza nella gestione dei conti dello Stato: un segnale tangibile per i ceti sociali
Manovra 2026 e la necessità di un segnale politico che vada oltre la prudenza
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