L’Iran prepara la rappresaglia in Europa: basi Usa nel mirino, cosa rivela il Financial Times
“Se gli Stati Uniti attaccano nuovamente l’Iran, la risposta andrà oltre la regione”. È quanto afferma Foad Izadi, professore di Relazioni internazionali all’Università di Teheran, commentando le indiscrezioni del Financial Times secondo cui Teheran valuterebbe la possibilità di colpire obiettivi militari americani in Europa nel caso di una nuova escalation da parte del presidente Donald Trump. Il quotidiano britannico riferisce di valutazioni riguardanti in particolare l’Europa sud-orientale, citando “due insider del regime”.
“Prima dell’inizio della guerra a febbraio, l’Iran aveva detto che, se gli Stati Uniti avessero attaccato l’Iran, sarebbe stata una guerra regionale. Questo si è avverato. È diventata una guerra regionale”, spiega Izadi. “Ora l’Iran dice che, se gli Stati Uniti attaccheranno nuovamente l’Iran, la risposta andrà oltre la regione”.
“E oltre la regione, più o meno, significa Europa”, prosegue il docente. “Quindi sì, colpire le basi statunitensi in Italia potrebbe essere un’opzione”. Izadi precisa tuttavia: “Non so se i funzionari iraniani abbiano deciso di farlo”. Secondo l’analista, “andare oltre la regione significa logicamente Europa” e “i missili iraniani possono raggiungere l’Europa, soprattutto l’Europa meridionale”.
Per Izadi, “l’opzione migliore per questi Paesi sarebbe non aiutare gli Stati Uniti e Israele in questa guerra illegale contro l’Iran”. Il docente sostiene quindi che “la guerra è illegale secondo il diritto internazionale” e afferma che “sono stati uccisi più di 5mila civili iraniani” e che sono stati provocati danni per “miliardi di dollari” alle infrastrutture civili. “Sostenere gli Stati Uniti nell’uccidere bambine in Iran non è una buona scelta politica”, conclude Izadi.
Sulla notizia del Financial Times è intervenuto anche Mohammad Marandi, analista politico, docente all’Università di Teheran ed ex consigliere del team di negoziatori sul nucleare. Commentando le fonti citate nell’articolo del quotidiano britannico, Marandi osserva con ironia: “‘Insider del regime’ lo direbbero al Financial Times? Forse sono insider del regime americano”. Marandi ritiene che “probabilmente” la notizia sia stata diffusa ad arte dall’amministrazione Trump “o da Israele” per mettere pressione sull’Europa.
Le stesse fonti hanno indicato che le forze iraniane hanno anche valutato la possibilità di attaccare i cavi sottomarini in fibra ottica nello Stretto di Hormuz qualora il conflitto dovesse intensificarsi.
Trump ha dichiarato che non sono in corso né previsti colloqui con Teheran, in un contesto di stallo nel dialogo volto a porre fine al conflitto Iran-Contra, iniziato lo scorso febbraio.
L’ipotesi dei missili Shahab contro obiettivi in Europa
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche e altri comandanti militari hanno avvertito che, in caso di un nuovo conflitto su larga scala, l’Iran andrebbe oltre la sua precedente strategia – che consisteva nell’attaccare obiettivi militari, impianti energetici e altre infrastrutture statunitensi in Medio Oriente – concentrandosi su obiettivi più distanti, aggiunge il quotidiano.
Il mese scorso, le Guardie Rivoluzionarie hanno minacciato il Regno Unito per l’utilizzo da parte degli Stati Uniti di basi militari britanniche, affermando che “qualsiasi base utilizzata per lanciare un attacco contro il territorio iraniano sarà considerata un obiettivo legittimo”.
Secondo alcuni esperti, l’Iran potrebbe schierare missili balistici a medio raggio – come quelli della serie Shahab – contro obiettivi statunitensi nell’Europa meridionale e sudorientale.
Possibili attacchi iraniani a basi Usa in Europa? “Nulla è precluso ma se fossi nel FT eviterei di offrire idee e spunti”. È il ministro della Difesa Guido Crosetto a commentare così l’indiscrezione del Financial Times secondo cui Teheran starebbe valutando la possibilità di colpire obiettivi militari statunitensi in Europa nel caso in cui il presidente americano Donald Trump decidesse di intensificare il conflitto e attaccare le infrastrutture iraniane.
Il ministro della Difesa dopo l’articolo del Financial Times
Il quotidiano britannico, citando due fonti vicine al regime iraniano, riferisce che le forze di Teheran avrebbero preso in esame possibili attacchi contro asset Usa nell’Europa sudorientale, compresa la Bulgaria, dove il mese scorso è stato autorizzato l’utilizzo della base aerea di Bezmer da parte di velivoli americani per il rifornimento in volo. Tra i potenziali obiettivi sarebbe stata individuata anche Cipro, dove a marzo una base britannica è stata colpita da un drone. Uno scenario che, nelle parole di Crosetto, si lega alla modalità con cui Teheran avrebbe condotto il conflitto. “La tattica con cui hanno affrontato la guerra è quella di portare il caos anche verso luoghi e nazioni che non avevano alcun ruolo nel conflitto”, sottolinea il ministro. Da qui il giudizio sulla possibilità che l’escalation possa allargarsi oltre il teatro mediorientale: “Con questa logica nulla è precluso ma se fossi nel FT eviterei di offrire idee e spunti”.



