La rivoluzione silenziosa di Luigia Tincani, l’altro volto dell’emancipazione femminile.

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In anteprima nazionale il 15 aprile 2026 è stato proiettato al Cinema Adriano il docufilm dedicato a Luigia Tincani, l’unica donna in Italia a fondare un’università, filosofa ed educatrice che ha dato vita alla LUMSA – Libera Università Maria Santissima Assunta nel lontano 1939. Le immagini e le parole di chi l’ha conosciuta o semplicemente ha seguito i suoi insegnamenti, ci conducono attraverso un’autentica storia di coraggio e di visione lungimirante, pioneristica e insieme radicatanello spirito del cristianesimo. Più volte viene sottolineato che Luigia Tincani è tuttora l’unica donna in Italia ed una delle poche in Europa, ad aver fondato un’università, un ateneo d’eccellenza considerato un modello per l’istruzione e ad averlo fatto nel Novecento, sfidando non pochi pregiudizi.

L’opera è stata realizzata con la direzione di Claudio Rossi Massimi e prodotta da Lucia Macale per IMAGO, un’entità consolidata con quasi 20 anni di esperienza nel campo del cinema, operativa intelevisione e nella comunicazione, in particolar modo specializzata nei documentari, di cui il registaMassimi è fondatore. La regia ha suddiviso la narrazione in capitoli, alternando immagini direpertorio a testimonianze, portandoci avanti e indietro nella storia del personaggio allo scopo dipercepirne l’essenza e l’insegnamento. La vita della protagonista inizia alla fine del 1800, attraversa periodi storici, vicende importanti e tragiche della giovane monarchia italiana, come il disastroso terremoto di Messina, la Prima Guerra Mondiale, l’avvento del fascismo e lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

Dopo la distruttiva alleanza con la Germania nazista, l’Italia si ricompose con lanascita della Repubblica. Infine, siccome parliamo di una donna di fede e pratica religiosa, nonpossiamo non ricordare l’apertura del Concilio Vaticano II e la conseguente modernizzazione della Chiesa. In tutti questi accadimenti, appare ancora più grande quanto riuscì a fare Luigia Tincani, muovendosi da donna in una società patriarcale e in un paese fortemente condizionato da un regime. Il docufilm sarà distribuito sulle piattaforme digitali a partire dal 31 maggio 2026, data che coincide con il cinquantesimo anniversario della scomparsa della pioniera dell’educazione italiana e saràpresentato in alcuni festival.

Luigia era di origine modenese ma il padre docente di greco e latino insegnava all’epoca a Chieti,dove lei nacque il 25 marzo del 1889, ultima dei cinque figli di Carlo e Maria Mazzucotelli. Il padre assunse il ruolo di Provveditore agli Studi in varie città italiane: Cuneo, Bologna, Messina, Roma ela famiglia lo seguì. A Bologna conseguì il diploma di maestra elementare, si unì alle attività dellachiesa di San Domenico dove si appassionò al modello domenicano, la carità della verità. Il film definisce carducciana la Bologna dell’epoca, questo in quanto in quegli anni animati da un’ansia di modernizzazione delle città nella nuova Italia, il poeta si era battuto per non far perdere alla città la sua bellezza storica. In questo ambiente e forte del clima di amore per la cultura della sua famiglia,si muove la giovane Luigia. In seguito, la permanenza a Messina per ben due anni tra i poveri e gli orfani della tragedia del 1908 la segnarono profondamente. Il padre era stato incaricato, quale Provveditore, di ricostruire il sistema scolastico nella città distrutta dal terremoto, lei e le sorelle aiutavano i bambini. In seguito a Roma, ormai adulta, conseguì la laurea in Pedagogia presso la Facoltà di Magistero, seguita dalla laurea in Filosofia presso la Cattolica di Milano.

Luigia però ricordava che negli anni della prima adolescenza non aveva potuto frequentare il liceo classico che non c’era nella zona dove abitavano e vide sempre questa come una rinuncia forzata ad una legittima aspirazione. Si formò in lei l’idea della vocazione intellettuale delle donne, ai tempi destinate agli studi di economia domestica e poco altro. Da qui l’ispirazione di consentire eagevolare l’istruzione femminile aprendo scuole e convitti per le ragazze, per impedire il ripetersi di una storia di rinunce: le donne dovevano poter entrare in società con un adeguato bagaglio di conoscenze e dare, forti di ciò, il proprio contributo. Parliamo degli anni fra il 1920 e il 1930, il suo è un pensiero anticipatore e rivoluzionario, come ribadito nel film, avanti di 60 anni sull’evoluzione della cultura italiana e sull’emancipazione femminile. Ripercorrendo la storia nazionale scopriamo
infatti che la legge relativa alle cosiddette 150 ore permise l’introduzione – nei contratti collettivi metalmeccanici del 1973 – di permessi retribuiti per il diritto allo studio.

Per le donne, questa conquista è stata cruciale negli anni ’70 per ottenere la licenza media, emanciparsi culturalmente elottare contro la disparità di genere. Corsi specifici, nati a Torino nel 1974, hanno affrontato lacondizione femminile, famiglia/lavoro e il disagio lavorativo, estendendosi poi a casalinghe einoccupate. Negli anni ’70…

Dopo alcuni anni di docenza, Luigia pedagogista e filosofa cristiana, riunì un gruppo di insegnanti cattoliche ed il 30 aprile 1917 avviò la fondazione dell’Unione Santa Caterina da Siena delle Missionarie della Scuola. Santa Caterina altra fondamentale ispirazione di Luigia, che in seguito promosse la realizzazione a Roma del monumento a santa Caterina da Siena, opera di Francesco Messina, a Castel Sant’Angelo. Si trattava di una congregazione di terziarie domenicane che, senza abito religioso, si dedicassero all’insegnamento presso le scuole pubbliche e ad ogni altra professione di natura educativa in mezzo alla società. In precedenza nel 1950 Pio XII l’aveva nominata Superiora Generale a vita del suo Istituto che nel frattempo si era diffuso in Italia eall’estero. Unitamente al resto, tutto ciò le è valso il riconoscimento come Venerabile quindi incammino verso gli onori degli altari della Chiesa Cattolica. Nei filmati d’epoca la vediamo con papa Paolo VI, vero realizzatore del Vaticano II, che la guarda con sincera ammirazione. La Tincani collaborò già all’inizio della sua attività con le organizzazioni delle universitarie e delle laureate cattoliche, desiderando la formazione di religiose insegnanti in Italia, nel 1939 fondò a Roma l’Istituto Universitario Pareggiato di Magistero “Maria Santissima Assunta”, che poi si aprì a studentesse e studenti laici fra gli anni ’80 e ’90 divenendo l’attale LUMSA. Siamo alla vigilia della guerra e solo l’appartenenza religiosa consente di aprire un’università libera, come la Cattolica a Milano e il Gemelli a Roma.

Il film non vuole essere semplicemente una biografia, ma evidenziare la filosofia educativa di Luigia Tincani e il suo impegno nella promozione della condizione femminile, la sua visione della conoscenza come patrimonio collettivo e la centralità dei giovani. Alcuni concetti chiave stupiscono e colpiscono profondamente: l’umanità come compito, noi diventiamo umani, siamo chiamati acompiere la nostra umanità. Non si parla, come spesso oggi nell’offerta educativa contemporanea, del raggiungimento di obiettivi, ma di crescita personale che consente poi di realizzare il resto. Un cammino. “Diventa chi sei” disse anche Woytila. Nel ’68 la Tincani non si chiuse alle istanze della ribellione giovanile: al contrario capì l’esigenza di una nuova forma di autorità, non imposta dall’alto, ma guadagnata con l’esempio di vita e di scelte, autorevolezza e non comando. La sua visione di emancipazione femminile non è contrapposta al femminismo, non ne sposa gliestremismi ma ne condivide la sostanza di pari opportunità e libertà di scelta. La sua visione dieducazione come responsabilità è sempre odierna: l’insegnante deve arrivare ad interessare lo studente, altrimenti si esibisce in un inutile soliloquio. Come afferma Recalcati, il “buon maestro” tiapre al mondo, ti conquista e tu studente chiederai, “ancora”, spiegami “ancora”, dando vita allapassione per lo studio.

Il film si chiude con una esemplare citazione di Platone che descrive il processo di educazione eliberazione filosofica non come un “mettere la vista negli occhi”, ma come un volgere lo sguardo dalla parte giusta. In questo il docufilm inquadra la vita e l’opera di Luigia Tincani, la sua profonda ma silenziosa rivoluzione per dare alle donne la possibilità di studiare quello che desiderano per poi muoversi nella società al meglio.

Isa Maiullari

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