Con Grace’s Tricks Revue la compagnia de Il Tempio del Burlesque regala una serata sold out capace di trasformare il varietà in un’intensa celebrazione della libertà femminileVarcare la soglia del Teatro Anfitrione in Via di San Saba significa lasciarsi alle spalle il brusio della città ed entrare nella dimensione quasi segreta de Il Tempio del Burlesque. Già nella hall d’ingresso l’atmosfera dello show era perfettamente palpabile, regalandoci uno spettacolo nello spettacolo ben prima dell’apertura del sipario. Ad accogliere la numerosa folla accorsa per un preannunciato sold out c’era un’affascinante starlet della compagnia, che con un gesto amabile ha addolcito l’attesa offrendo marshmallow e lecca-lecca a forma di cuore. Poco distante, un’altra figura femminile coordinava il gremito botteghino con grande fascino e un pizzico di amabile disinvoltura, gestendo l’entusiasmo del pubblico con quel garbo leggermente sbarazzino che ha subito fatto entrare tutti nello spirito dello show. Una magia iniziata all’ingresso, tra sorrisi, eleganza retrò e quella complicità festosa che ha riscaldato l’ambiente.Anno dopo anno questo evento continua a sorprendere il pubblico, dimostrando la forza di una compagnia legata da una sinergia straordinaria. Più che nell’impostazione classica dello spettacolo di Varietà, il valore autentico del progetto risiede nella vera e propria varietà creata dalle sue interpreti. Le starlet de Il Tempio del Burlesque, comprese le debuttanti al loro primissimo esordio sul palco, hanno ideato e realizzato in totale autonomia i propri costumi, la scenografia e la regia del proprio quadro scenico.
Questa profonda cura artigianale ha fatto sì che ciascuna portasse sul palcoscenico un mondo differente, integrandosi perfettamente nell’armonia della serata senza che si percepisse alcuna distanza, ma proponendo un mosaico unico di sfumature ed emozioni.A tracciare la rotta è stata l’apertura dedicata alla Fenice, con un costume straordinario che di spalle mostrava ali fiammeggianti e sul davanti si svelava nella grazia di una farfalla, simbolo perfetto di metamorfosi. Da quel primo quadro, lo spettacolo ha rivelato la sua profonda aderenza alla struttura classica del burlesque, articolata sapientemente in due tempi distinti.
La prima parte, squisitamente narrativa, è servita a introdurre il personaggio e a costruirne l’universo interiore, mentre la seconda, riservata al momento dello spogliarello e del tease, si è trasformata nell’atto concreto di liberarsi dai pesi quotidiani per rinascere in scena. Ogni artista ha saputo guidare lo spettatore lungo questa sequenza con cambi di registro imprevedibili, facendo passare un’esibizione da un’atmosfera cupa a una gioia luminosa o capovolgendo le aspettative emotive tra l’inizio e il finale. Pur nell’armonia di un programma ricco in cui ogni numero ideato dalle varie starlet ha arricchito il filo conduttore della serata, alcune visioni sono risuonate per chi scrive con un’intensità particolare.
È il caso delle mistiche e sensuali penombre di Anubi, che hanno avvolto la prima parte dell’esibizione per poi sciogliersi a sorpresa nella leggerezza di una fatina intenta a danzare con i giochi sinuosi di un nastro, o della toccante poesia della Morte del Cigno, dove la starlet appariva e scompariva tra i movimenti di maestosi ventagli di piume di struzzo. A questi momenti si sono affiancati gli accenti ironicamente oscuri della lavandaia che, lasciati i panni quotidiani, si rivela in un’ammaliante veste nera con cappuccio capace di trasformare il proprio uomo in un ranocchio, oltre all’intesa spassosa tra l’hostess e la sua passeggera che ha portato in scena la freschezza spensierata di una libertà senza schemi.
Linguaggi visivi e ritmi lontani tra loro, ma tutti sorretti dal medesimo intento, regalando alla platea la percezione nitida di un’emozione autentica vissuta prima di tutto dalle artiste su se stesse e poi condivisa con generosità con il pubblico.A guidare questo cammino con maestria si conferma la conduttrice Grace Hall, padrona di casa raffinata e travolgente, capace di orchestrare ogni passaggio con naturalezza e di gestire con ironia anche i momenti in cui la platea si mostrava particolarmente infuocata ed entusiasta. Si chiude così un racconto scenico di grande intensità, che a sipario calato lascia negli occhi dello spettatore la stessa dolce complicità respirata all’ingresso, trasformando la vera e profonda varietà delle sue interpreti in una grande celebrazione di leggerezza, rinascita e viva curiosità per il futuro.
Un applauso speciale va a tutte le straordinarie starlet che con la loro presenza, il loro talento e la loro energia hanno reso indimenticabile questo caleidoscopio di emozioni, tra cui Madame Phoenix, Didi Lane, Vivi Velvet, Criss Blue Bell, Jem Fox, Ariel Denoir, Monique Devil, Christine Defiquant, Margot Blanco, Galaxy Dee, Blondie Mum, Plu Mellow, Cherry Galant, Amelie Perlage, Saphir Blue, Follie Noir, Mercy Le Muke, Lady Margot e Kaory Bloom.
Theuodros Negussu



