Mentre il senatore Rubio รจ in arrivo a Roma per ricucire i rapporti con il governo Meloni, Donald Trump rilancia l’asse con Salvini. Sullo sfondo, le minacce di ritiro delle truppe USA, nuovi dazi sull’automotive e il declassamento di Sigonella.
“Da tempo gli Stati Uniti discutono di un disimpegno in Europa, noi dobbiamo rafforzare la nostra sicurezza e crescere nella capacitร di risposta. ร una scelta che non dipende da me e personalmente non la condivido. L’Italia ha sempre mantenuto gli impegni, lo ha sempre fatto sempre in ambito Nato anche quando non erano in gioco i nostri interessi diretti, in Afghanistan come in Iraq. Alcune cose dette nei nostri confronti non le considero corrette”. Al termine dei lavori dell’ottava Comunitร politica europea, Giorgia Meloni lascia Yerevan con un affondo su Donald Trump. La domanda รจ sull’ipotesi che Washington ritiri come ha paventato buona parte dei 13mila soldati che ha nelle basi militari in Italia, ma la risposta va dritta sul presidente americano. Per giunta a pochi giorni dal faccia a faccia che la premier avrร con il segretario di Stato Marco Rubio, incontro che ieri Meloni ha sostanzialmente confermato (“penso che lo vedrรฒ”). La premier, infatti, non esita a dire che reputa “non corrette” alcune cose dette da Trump sull’Italia, che ha rispettato gli impegni presi in ambito Nato. Peraltro, aggiunge la premier, “a livello di Patto Atlantico nessuno si รจ presentato in una sede formale a chiedere un sostegno degli alleati sulle scelte che stava facendo”. Insomma, Trump la guerra all’Iran l’ha decisa in autonomia e insieme a Benjamin Netanyahu e, dunque, non puรฒ pretendere un sostegno da alleati che sono stati messi davanti al fatto compiuto.
ยซPenso di sรฌยป. La risposta di Giorgia Meloni, lasciando Erevan โ la capitale dellโArmenia dove si รจ svolta la riunione della Comunitร politica europea โ รจ breve ma calibrata. I cronisti le hanno chiesto se incontrerร il segretario di Stato americano, Marco Rubio, che sarร a Roma dal 6 allโ8 maggio, per una visita in Vaticano. Nella diplomazia, le parole contano per ciรฒ che dicono e per ciรฒ che lasciano intendere. Lโincontro con Rubio non รจ ancora ufficiale. Ma il segnale รจ giร chiaro: dopo settimane di attriti, รจ Washington a muoversi. La sostanza รจ politica prima che protocollare. Tra crisi nello Stretto di Hormuz, frizioni con il Vaticano e tensioni con gli alleati europei, lโamministrazione trumpiana ha bisogno di riaprire un canale credibile in Europa. E quel canale, oggi, passa per lโItalia.
Giovedรฌ 7 maggio, alle 11.30, Leone XIV riceverร Rubio nel Palazzo Apostolico. La visita potrebbe segnare la chiusura della querelle tra il Santo Padre e il presidente Donald Trump, dopo le parole dure di questโultimo sul mancato sostegno del Pontefice alla guerra in Iran e lโintervento di Palazzo Chigi in difesa del Papa.
Perchรฉ Rubio e non Vance
Oggi la scelta di Rubio non รจ casuale: cattolico, rimasto ai margini della polemica, appare figura piรน adatta a scambiare gesti di pace โ per dirla con una certa ironia โ rispetto a Vance. Un tentativo di distensione, dunque, con lโobiettivo di ricucire lo strappo e riportare il confronto su binari piรน controllati.
Il Vaticano, in questo contesto, infatti non รจ un attore simbolico. ร uno spazio di interlocuzione che Washington non puรฒ permettersi di perdere, soprattutto quando la dimensione morale dei conflitti โ Medio Oriente in testa โ รจ allโorine del giorno nel dibattito occidentale.
Meloni tra Europa e Stati Uniti
A Erevan, la presidente del Consiglio Meloni tiene la linea. Partecipa alla Comunitร politica europea โ il formato informale che riunisce oltre 40 Paesi del continente per coordinare posizioni su sicurezza, energia e politica estera โ mantiene il coordinamento con Kiev, rafforza i rapporti energetici con Baku. E allo stesso tempo lavora per evitare che le frizioni con Washington si trasformino in una frattura permanente che sarebbe un danno per lโEuropa e per lโOccidente.
Roma torna centrale
La visita di Rubio cristallizzerร questo passaggio. Venerdรฌ sono in agenda colloqui con altri esponenti dellโesecutivo, a partire dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. Sullo sfondo, il nodo politico: un faccia a faccia con Meloni, cercato dagli americani.
ร il punto chiave. Dopo settimane di dichiarazioni aggressive โ dai dazi alla presenza militare โ Washington torna a una dinamica piรน tradizionale: cercare interlocutori affidabili. Roma offre una combinazione utile: governo conservatore, collocazione europea, ruolo mediterraneo.
Un equilibrio da costruire
Il quadro, tuttavia, resta instabile. Trump รจ sotto pressione interna, tra sondaggi negativi e critiche sulla gestione della crisi iraniana. LโEuropa resta diffidente dopo le continue fughe in avanti del tycoon. Il Vaticano osserva e pesa le parole.
In questo contesto, la missione Rubio non chiude una fase. La apre. Ora la direzione si รจ invertita: Washington torna a cercare un punto dโappoggio a Roma.
Attendendo Rubio, Meloni incontra Carney
A proposito del bilaterale avuto con il primo ministro canadese Mark Carney, Meloni ha ribadito la โpiena sintoniaโ tra Roma e Ottawa in merito alle prioritร dellโagenda del G7. โLโincontro โ specifica una nota di Palazzo Chigi โ ha permesso di verificare lo stato di attuazione del piano dโazione per la cooperazione rafforzata Italia-Canada, con particolare attenzione ai settori dellโinnovazione tecnologica, della sicurezza e della difesaโ.
Meloni e Carney, aggiunge la nota, โhanno, infine, approfondito i principali dossier dellโagenda internazionale, riaffermando il comune impegno per una pace giusta in Ucraina e condividendo lโurgenza di una soluzione per la necessaria stabilitร del Golfo e la tutela della libertร di navigazione nello Stretto di Hormuzโ.
Mentre il senatore Rubio รจ in arrivo a Roma per ricucire i rapporti con il governo Meloni, Donald Trump rilancia l’asse con Salvini. Sullo sfondo, le minacce di ritiro delle truppe USA, nuovi dazi sull’automotive e il declassamento di Sigonella.
“Da tempo gli Stati Uniti discutono di un disimpegno in Europa, noi dobbiamo rafforzare la nostra sicurezza e crescere nella capacitร di risposta. ร una scelta che non dipende da me e personalmente non la condivido. L’Italia ha sempre mantenuto gli impegni, lo ha sempre fatto sempre in ambito Nato anche quando non erano in gioco i nostri interessi diretti, in Afghanistan come in Iraq. Alcune cose dette nei nostri confronti non le considero corrette”. Al termine dei lavori dell’ottava Comunitร politica europea, Giorgia Meloni lascia Yerevan con un affondo su Donald Trump. La domanda รจ sull’ipotesi che Washington ritiri come ha paventato buona parte dei 13mila soldati che ha nelle basi militari in Italia, ma la risposta va dritta sul presidente americano. Per giunta a pochi giorni dal faccia a faccia che la premier avrร con il segretario di Stato Marco Rubio, incontro che ieri Meloni ha sostanzialmente confermato (“penso che lo vedrรฒ”). La premier, infatti, non esita a dire che reputa “non corrette” alcune cose dette da Trump sull’Italia, che ha rispettato gli impegni presi in ambito Nato. Peraltro, aggiunge la premier, “a livello di Patto Atlantico nessuno si รจ presentato in una sede formale a chiedere un sostegno degli alleati sulle scelte che stava facendo”. Insomma, Trump la guerra all’Iran l’ha decisa in autonomia e insieme a Benjamin Netanyahu e, dunque, non puรฒ pretendere un sostegno da alleati che sono stati messi davanti al fatto compiuto.
ยซPenso di sรฌยป. La risposta di Giorgia Meloni, lasciando Erevan โ la capitale dellโArmenia dove si รจ svolta la riunione della Comunitร politica europea โ รจ breve ma calibrata. I cronisti le hanno chiesto se incontrerร il segretario di Stato americano, Marco Rubio, che sarร a Roma dal 6 allโ8 maggio, per una visita in Vaticano. Nella diplomazia, le parole contano per ciรฒ che dicono e per ciรฒ che lasciano intendere. Lโincontro con Rubio non รจ ancora ufficiale. Ma il segnale รจ giร chiaro: dopo settimane di attriti, รจ Washington a muoversi. La sostanza รจ politica prima che protocollare. Tra crisi nello Stretto di Hormuz, frizioni con il Vaticano e tensioni con gli alleati europei, lโamministrazione trumpiana ha bisogno di riaprire un canale credibile in Europa. E quel canale, oggi, passa per lโItalia.
Giovedรฌ 7 maggio, alle 11.30, Leone XIV riceverร Rubio nel Palazzo Apostolico. La visita potrebbe segnare la chiusura della querelle tra il Santo Padre e il presidente Donald Trump, dopo le parole dure di questโultimo sul mancato sostegno del Pontefice alla guerra in Iran e lโintervento di Palazzo Chigi in difesa del Papa.
Perchรฉ Rubio e non Vance
Oggi la scelta di Rubio non รจ casuale: cattolico, rimasto ai margini della polemica, appare figura piรน adatta a scambiare gesti di pace โ per dirla con una certa ironia โ rispetto a Vance. Un tentativo di distensione, dunque, con lโobiettivo di ricucire lo strappo e riportare il confronto su binari piรน controllati.
Il Vaticano, in questo contesto, infatti non รจ un attore simbolico. ร uno spazio di interlocuzione che Washington non puรฒ permettersi di perdere, soprattutto quando la dimensione morale dei conflitti โ Medio Oriente in testa โ รจ allโorine del giorno nel dibattito occidentale.
Roma torna centrale
La visita di Rubio cristallizzerร questo passaggio. Venerdรฌ sono in agenda colloqui con altri esponenti dellโesecutivo, a partire dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. Sullo sfondo, il nodo politico: un faccia a faccia con Meloni, cercato dagli americani.
ร il punto chiave. Dopo settimane di dichiarazioni aggressive โ dai dazi alla presenza militare โ Washington torna a una dinamica piรน tradizionale: cercare interlocutori affidabili. Roma offre una combinazione utile: governo conservatore, collocazione europea, ruolo mediterraneo.
Un equilibrio da costruire
Il quadro, tuttavia, resta instabile. Trump รจ sotto pressione interna, tra sondaggi negativi e critiche sulla gestione della crisi iraniana. LโEuropa resta diffidente dopo le continue fughe in avanti del tycoon. Il Vaticano osserva e pesa le parole.
In questo contesto, la missione Rubio non chiude una fase. La apre. Ora la direzione si รจ invertita: Washington torna a cercare un punto dโappoggio a Roma.
Attendendo Rubio, Meloni incontra Carney
A proposito del bilaterale avuto con il primo ministro canadese Mark Carney, Meloni ha ribadito la โpiena sintoniaโ tra Roma e Ottawa in merito alle prioritร dellโagenda del G7. โLโincontro โ specifica una nota di Palazzo Chigi โ ha permesso di verificare lo stato di attuazione del piano dโazione per la cooperazione rafforzata Italia-Canada, con particolare attenzione ai settori dellโinnovazione tecnologica, della sicurezza e della difesaโ.
Meloni e Carney, aggiunge la nota, โhanno, infine, approfondito i principali dossier dellโagenda internazionale, riaffermando il comune impegno per una pace giusta in Ucraina e condividendo lโurgenza di una soluzione per la necessaria stabilitร del Golfo e la tutela della libertร di navigazione nello Stretto di Hormuzโ.



