“Il Consiglio dei ministri approva la norma che consente di allargare la zona economica speciale anche alla Regione Marche e alla Regione Umbria”. Le parole sono quelle di Giorgia Meloni che ha presentato ad Ancona uno degli interventi del governo per le Marche.
Le Zone Economiche Speciali (ZES) sono aree geograficamente ben identificate nelle quali sono concesse agevolazioni, incentivi fiscali e semplificazioni normative al fine di promuoverne la crescita economica e sociale.
Nel nostro paese sono state istituite nel 2017, soprattutto per favorire lo sviluppo delle imprese presenti nelle regioni del Mezzogiorno e stimolare l’insediamento di nuove imprese. Gli strumenti per favorire la crescita economica sono diversi e riguardano semplificazioni degli adempimenti amministrativi e burocratici nonché agevolazioni fiscali e doganali.
L’entrata in vigore delle ZES non è stata semplice e, dal 1° gennaio 2024, le diverse ZES sono state riunite in una ZES unica: il decreto-legge n. 124/2023 ha istituito la Zona economica speciale per il Mezzogiorno – “ZES unica” che comprende i territori delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna.
Si avvicinano le elezioni amministrative, le prime saranno domenica 28 e lunedì 29 settembre nelle Marche: chi sono i protagonisti e quali sono i temi delle elezioni nella regione attualmente governata da Francesco Acquaroli
La premier Meloni ha visitato le Marche e durante l’incontro di presentazione degli interventi del governo per lo sviluppo della Regione ha annunciato che il Cdm ha approvato la norma che consente di allargare la zona economica speciale anche alla regioni Marche e Umbria. Le Marche sono una regione “strategica, un territorio dinamico, una regione a fortissima vocazione manifatturiera ed esportatrice” ha sostenuto la Presidente del Consiglio. Per alcuni un assist al governatore attuale e meloniano doc Francesco Acquaroli. La Regione sarà la prima ad andare alle urne domenica 28 e lunedì 29 settembre 2025 e saranno elezioni che porteranno i cittadini marchigiani al rinnovo del consiglio regionale e alla scelta del prossimo presidente della regione.
Anche se la partita si giocherà tra i due esponenti dei grandi partititi FdI e Pd, alle elezioni si presentano anche tre outsider. Secondo il sondaggio Dire-Tecne con interviste effettuate tra il 18 e il 19 giugno, il gradimento per il candidato del centro sinistra Matteo Ricci è compreso tra il 45,5 al 49,5% mentre quello per Francesco Acquaroli tra il 50,5 e il 54,5%. Tuttavia, il 46 per cento degli intervistati si dice ancora indeciso.
Come riporta Il Foglio, Fratelli d’Italia ha pensato di sostenere la comunicazione di Francesco Acquaroli con la consulenza di Italo Bocchino, incaricato da vertici di Fratelli d’Italia di aiutarlo nella sua ricerca del bis nelle Marche.
Matteo Ricci è eurodeputato del Pd (da giugno 2024), ex Sindaco di Pesaro per due mandati, è stato presidente della Provincia di Pesaro e Urbino (2009-2014), vicepresidente del Pd tra dicembre 2013 e maggio 2017, dal 2018 al 2024 ha ricoperto il ruolo di presidente della Autonomie locali italiani (Ali). Coinvolto nell’inchiesta per corruzione “Affidopoli” su affidamenti per iniziative locali, ha chiarito la sua estraneità ai fatti davanti ai magistrati. Per lui Elly Schlein (Pd), Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni (Avs) gruppi civici, partiti minori e il M5S di Conte. Giovedì 31 luglio la segretaria dem, in tour nel Pesarese, ha ribadito il suo appoggio sui social “Nelle Marche, tra le persone. Andiamo a vincere, forza Matteo Ricci». Il Pd ha arruolato per le elezioni, Flavio Alivernini, portavoce, consigliere di Elly Schlein, per la comunicazione e la strategia social Francesco Nicodemo e Marco Agnoletti: già portavoce di Renzi.
I TEMI DELLE ELEZIONI NELLE MARCHE
Il candidato di centrosinistra punta sulle aree interne delle Marche, quelle colpite dal terremoto, come testimonia la visita a Force della segretaria Schlein il 1° agosto che ha aperto, di fatto, la campagna elettorale a Ricci, “aree che la destra anche qui, come nel resto d’Italia, dimentica” come ha scritto nel post di Facebook. Lo slogan del suo avversario, Francesco Acquaroli, invece è “Più Marche”. Il Pd mette al centro i servizi essenziali come sanità pubblica, lavoro, scuola e costo delle bollette, con l’obiettivo di far uscire le aree interne dall’isolamento con agevolazioni e incentivi, il governatore attuale della Regione pone il focus sui fondi europei per le imprese Made in Italy, sulle infrastrutture, turismo e riforme. “Oltre 4,5 miliardi di euro destinati alle infrastrutture, con l’obiettivo di sbloccare opere ferme dagli anni ’60-’70 e “cambiare la fisionomia del territorio”. Un ospedale “pronto a diventare un centro sanitario di eccellenza e lo sblocco della cosiddetta eterna incompiuta, la Galleria della Guinza il traforo non ancora aperto al traffico che collega Fano – Grosseto” queste le opere annunciate dal governatore Acquaroli all’Auditorium del Parco Miralfiore di Pesaro il 23 luglio. Rivendica, infine, i risultati raggiunti negli ultimi 5 anni: “+10% di prestazioni ambulatoriali rispetto al 2019, +15% solo nei primi cinque mesi del 2025. Dopo una pandemia che ha fatto esplodere la domanda del 40%, è ingiusto parlare di peggioramento”.



