Intervista esclusiva – ADHD e Plusdotazione: la rivoluzione integrata. Nuovo paradigma tra clinica, ricerca e personalizzazione della cura

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ADHD e Plusdotazione: la rivoluzione integrata. Nuovo paradigma tra clinica, ricerca e personalizzazione della cura

In vista della presentazione ufficiale del volume “ADHD e Plusdotazione: la rivoluzione integrata”, in programma il 18 maggio 2026 alle ore 15.00 presso il Teatro Alibert dell’Istituto San Giuseppe De Merode di Roma, il dibattito scientifico e clinico si apre a una riflessione più ampia sul futuro della medicina del neurosviluppo.

Il libro, di prossima pubblicazione per Magi Edizioni, si propone come uno dei primi contributi strutturati in Italia a delineare un modello integrato per la gestione dell’ADHD, superando la frammentazione tra approcci clinici, psicologici e comportamentali.

Il progetto nasce anche con la promozione  dell’associazione Asterion ETS e con i finanziamenti erogati di F&B Soluzioni Meccaniche e del ricercatore medico Dott. Adriano Malacchini e le aziende Sebia e Dasit, configurandosi come un lavoro che unisce ricerca, pratica clinica e visione sistemica.

Abbiamo approfondito con gli autori i contenuti di questo approccio innovativo, figure di spicco nel panorama internazionale della medicina integrata.

Superare la frammentazione: verso un modello integrato

Al Dott. Mauro Ciro Antonio Rongioletti, direttore del Dipartimento di Scienze di Laboratorio dell’Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola, chiediamo quale sia il cambio di paradigma proposto.

«Il cambiamento di paradigma che proponiamo consiste nel superare la visione frammentata e prevalentemente sintomatologica dell’ADHD, per abbracciare un modello olistico, integrato e multidisciplinare. Come abbiamo già sperimentato nel nostro Dipartimento, in particolare attraverso l’allergologia, le condizioni cliniche complesse sono profondamente influenzate da fattori ambientali, alimentari e legati agli stili di vita. L’ADHD non fa eccezione. Non si tratta più di limitarsi ad una singola terapia, ma di integrare competenze diverse: dalla valutazione dei biomarcatori, all’analisi del microbiota, fino al supporto neuropsicologico e psicologico, con protocolli sviluppati dal nostro team e in fase di validazione clinica. A livello sanitario e istituzionale, intendiamo veicolare questo approccio documentando l’efficacia di una presa in carico che unisca eccellenza clinica, umanizzazione delle cure, prevenzione e modelli integrati di benessere mente-corpo. La sinergia perfetta tra il nostro ospedale e la squadra specifica multidisciplinare che abbiamo costituito come gruppo sinergico di lavoro rappresenta un modello operativo concreto con cui vogliamo sostenere questa “rivoluzione integrata”.»

Mindfulness e neuroplasticità: la regolazione come chiave terapeutica

Alla Dott.ssa Maria Laura Sadolfo, psicologa e neuropsicologa, chiediamo il ruolo della mindfulness.

«La mindfulness, specificatamente all’interno del nostro Protocollo SENSE-ADHD, incide in modo significativo perché promuove processi di neuroplasticità funzionale e di regolazione attentiva ed emotiva. L’ADHD non si sopprime, ma si regola e si educa. Attraverso un allenamento attentivo ed esecutivo quotidiano, lavoriamo sull’interocezione e sulla consapevolezza somatica, un’area in cui la letteratura scientifica più recente ha documentato un deficit specifico nelle persone con ADHD, restituendo al corpo il suo ruolo centrale nella modulazione emotiva. Non parliamo di un semplice contenimento dei sintomi, ma di una modulazione funzionale delle reti neurali coinvolte nell’attenzione e nella regolazione emotiva. Per diffondere questo approccio, puntiamo sulla formazione rigorosa dei professionisti e sulla creazione di reti sinergiche tra aziende ospedaliere, territori, scuola e famiglie. Il nostro obiettivo è far sì che queste pratiche, registrate e in corso di validazione clinica all’interno del nostro studio osservazionale, diventino parte integrante dello stile di vita dei pazienti, trasformando il benessere da obiettivo isolato a modalità quotidiana di “stare al mondo” e vivere nel qui e ora del benessere mente-corpo.»

Biomarcatori e diagnosi: un supporto innovativo

Il Dott. Fabrizio Papa affronta il tema dei biomarcatori.

«L’introduzione dei biomarcatori rappresenta un passo avanti potenzialmente innovativo, poiché l’ADHD è storicamente diagnosticata basandosi prevalentemente su criteri clinici e comportamentali. Il nostro studio ha voluto esplorare un terreno originale: l’inserimento di un pannello eterogeneo e articolato di biomarcatori candidati, non per sostituire la diagnosi clinica, ma per affiancarla. Un altro elemento centrale che è entrato nello studio è proprio la valutazione degli aspetti nutrizionali e degli stili di vita. Abbiamo cercato di integrare tre elementi fondamentali: biomarcatori candidati, attività e terapia fondate su un’azione congiunta di protocolli Mindfulness sviluppati ad hoc e training autogeno, al fine di valutare gli eventuali benefici emergenti. Per quanto attiene ai biomarcatori, lo studio si è rivelato particolarmente articolato, considerando che ad oggi la letteratura internazionale non documenta, su base evidence-based, un contributo sostanziale da parte della diagnostica di laboratorio. Come ho sottolineato, la volontà di mettere insieme tutti questi elementi è stata il fulcro del nostro studio, che sicuramente ci darà nuovi impulsi per approfondimenti.»

Alimentazione e stile di vita: verso la medicina di precisione

Il Dott. Gennaro Bruno evidenzia il ruolo dell’alimentazione.

«In Italia, un modello che ponga alimentazione e stile di vita al centro del trattamento dei disturbi del neurosviluppo è pionieristico nel panorama italiano, sebbene le evidenze scientifiche ne confermino sempre più la rilevanza. Negli ultimi anni è emerso che, oltre all’approccio terapeutico classico, assumono un peso rilevante tre elementi: le abitudini nutrizionali, l’attività fisica e le condizioni psicofisiche del soggetto. In quasi tutti i recenti congressi scientifici si evidenzia come i fattori ambientali possano modulare in modo significativo l’andamento clinico delle condizioni neurosviluppali. Di fronte a questa complessità, il nostro gruppo multiprofessionale e multidisciplinare ha avvertito la necessità di costruire un percorso di medicina personalizzata e di precisione. L’utilizzo eccessivo di additivi, coloranti e zuccheri aggiunti è oggetto di crescente attenzione scientifica per le possibili ricadute su disregolazione metabolica, presenza di patologie di natura allergica o di condizioni di ipersensibilità e intolleranza e funzionamento neurocomportamentale, soprattutto in soggetti con predisposizione familiare. Come diceva Feuerbach, “noi siamo ciò che mangiamo”, e oggi il problema è che mangiamo spesso in modo poco equilibrato. Basti pensare al consumo di sostanze energizzanti e alcol tra i giovani, o all’uso frequente di junk food, considerato un cibo veloce ma associato a profonde alterazioni metaboliche. Nella pratica clinica, l’applicazione di questi indicatori biologici rappresenta un ausilio promettente di follow-up: ci permette di monitorare in modo oggettivo l’evoluzione delle condizioni del paziente sottoposto a trattamenti non farmacologici, contribuendo a costruire una base evidence-based progressiva per personalizzare e ottimizzare i percorsi di cura.»

Una prospettiva integrata per il neurosviluppo

Il volume si configura come un contributo rilevante nel panorama scientifico nazionale, proponendo un modello che integra medicina, psicologia, nutrizione e stili di vita.

La presentazione del 18 maggio al De Merode rappresenterà un momento di confronto tra discipline e competenze, in cui questa “rivoluzione integrata” potrà essere discussa e condivisa con la comunità scientifica, istituzionale ed educativa.

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