Mentre Trump minaccia dazi all’ Europa del 30% e cerca di dividerla , il Presidente cinese Xi Jinping sta a guardare sornione , in attesa di sviluppi e pronto a cogliere l’ occasione per imporre il suo mercato . Mentre il funambolico inquilino della Casa Bianca manda in giro immagini di sé vestito da Papa o da Superman, il leader cinese al forum sulla Governance globale ha detto che la storia è il più severo dei maestri e che gli imperi cadono quando dimenticano perché sono nati . Fa degli esempi citando la Spagna che con il suo impero ha dominato per tre secoli e poi si è dissolto, una volta esaurite le conquiste e l’oro che le aveva ispirate . Stessa sorte per quello francese durato due secoli e mezzo con invasioni e disastrose ritirate e il più longevo quello britannico durato oltre quasi quattro secoli fino alla fine del XX secolo e di cui resta giusta una memoria più o meno simbolica. Poi fa il paragone con la Cina e sostiene che il suo Paese non è un impero ma una grande civiltà capace di rigenerarsi e il cui scopo non è dominare ma durare, firmare accordi invece di imporre governi , non esportare ideologie ma infrastrutture: il riferimento a chi va, è chiaro . Se l’ Occidente è in cerca di un nuovo equilibrio che lo renda più stabile, non è più l’ Alleanza Atlantica che glielo può garantire. L’ America si agita tanto e male al punto da fare vacillare il trono che pensava le spettasse per diritto divino . Il messaggio va soprattutto all’ Europa che non riesce ancora a svegliarsi dal torpore e non va alla ricerca di partners asiatici e in particolare della Cina che, dice sempre Xi Jinping: ” In cinquemila anni non abbiamo mai avuto fretta, sapendo che il tempo è dalla nostra parte”. Del resto l’ offerta del leader cinese è concreta e collaudata già in Africa e Sud America. La Cina non promette democrazia, è insensibile ai diritti che sono alla base delle nostre Costituzioni occidentali. Una volta che le si aprono le porte entra in punta di piedi , ma poi sa tutelare e far valere i propri interessi. Adesso complici le giravolte della Casa Bianca, siamo noi europei finiti sotto la lente di ingrandimento cinese ed il messaggio di Xi Jinping è chiaro ed inequivocabile. Ora occorre necessariamente trattare con quello che una volta era il nostro Alleato per antonomasia, che oggi tende a schiacciare i suoi amici . Assorbito il colpo dei dazi al 30% ed in attesa, se nulla dovesse cambiare, di una reazione in negativo dei mercati internazionali, oggi non ci resta che sperare in una nuova giravolta che riporti tutto indietro. Certo che chi ha risposto a Trump in modo duro e deciso , vedi Cina, l’ ha convinto a miti consigli. Ma il Vecchio e stanco Continente è capace di mostrarsi compatto e deciso ? Stretta nella morsa tra America e Cina, mai come adesso, l’ Unione europea, è stata così in pericolo. E se dovesse passare la linea di trattare bilateralmente, sarebbe la fine del grande sogno di Vendotene. Saremo tutti servi obbedienti di Washington o di Pechino, a secondo delle convenienze .
Il Vecchio Continente nella morsa di Trump e Xi Jinping
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