Antoniu Martin, storico e giornalista
Agrigento, 27 luglio 2025 – Una sera di stelle, storia e memoria nella Valle dei Templi ha fatto da cornice a un evento di grande valore simbolico e civile.
Nel suggestivo scenario del Teatro di Giunone, nel cuore del Parco Archeologico della Valle dei Templi, è stato conferito a Nicolò Mannino, fondatore e presidente del Parlamento della Legalità Internazionale, il Premio Internazionale “Sipario d’Oro”. Un riconoscimento prestigioso, giunto alla sua ventesima edizione, promosso dal direttore artistico Lelio Castaldo, e assegnato quest’anno anche a Mannino “per l’instancabile impegno che ha segnato un punto di svolta fondamentale nella promozione dei valori della giustizia, della trasparenza e della legalità. Attraverso la sua illuminata visione, il Parlamento della Legalità Internazionale è diventato un faro di speranza ed un catalizzatore di cambiamento, unendo forze nella lotta contro ogni forma di abuso ed illegalità nel rispetto dei diritti umani come pilastri della società.”
A condividere il momento con Mannino, un gruppo di amici e collaboratori che da tempo camminano al suo fianco nel progetto educativo e culturale del Parlamento della Legalità: il Vicepresidente del Parlamento Salvatore Sardisco, sua moglie Helga Guadì, la referente provinciale di Agrigento Antonella Zambuto, l’assessore Rina Gandolfo, Maria Pia Braccieri, Mario Privitera e Cosimo Castello. Presenti anche rappresentanti delle Forze dell’Ordine e numerosi cittadini.
Particolarmente toccante il riferimento simbolico al vicino Teatro della Concordia, dove Giovanni Paolo II, il 9 maggio 1993, lanciò un memorabile monito contro la mafia. Proprio in quel luogo così carico di significato, Mannino ha voluto dedicare il premio alla memoria del pontefice, richiamando l’urgenza di continuare a testimoniare una cultura del riscatto, della verità e della speranza.
Nel suo intervento, il presidente del Parlamento della Legalità ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento dei giovani e ha ricordato uno dei progetti più significativi portati avanti dall’associazione: la pubblicazione del libro “Gioia mia perché di cuore si tratta”, un’opera intima e potente, dedicata alla madre e legata alla realizzazione di un pozzo d’acqua in Costa d’Avorio, simbolo concreto di amore e solidarietà.
Mannino ha spiegato inoltre la sua visione del premio ricevuto: “Un sipario diventa d’oro quando cade il velo dell’ipocrisia, dell’indifferenza, della falsa legalità, per lasciare spazio a una luce nuova: quella della bellezza autentica, dell’ascolto, dell’incontro”.
La cerimonia, svoltasi sotto un cielo stellato e circondata dai templi millenari di Giunone e della Concordia, è diventata così più di una premiazione: un momento collettivo di riflessione e testimonianza, in cui la cultura ha incontrato il coraggio e la legalità si è fatta poesia civile. Un segnale forte, nel segno di chi crede che la bellezza possa essere il volto più nobile della giustizia.



