Il disegno di una difesa comune europea è diventato un’esigenza

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L’idea di una difesa comune europea non è più soltanto un progetto politico affidato al futuro. È un’esigenza sempre più attuale, resa evidente dal deterioramento del quadro internazionale e, soprattutto, dalle frequenti minacce rivolte dalla Russia all’Europa e alla NATO. La guerra in Ucraina ha riportato la guerra nel cuore del continente e ha dimostrato quanto rapidamente gli equilibri di sicurezza possano essere messi in discussione. Le dichiarazioni e le pressioni provenienti da Mosca hanno progressivamente alimentato un clima di maggiore insicurezza nei Paesi europei. La minaccia non riguarda soltanto il possibile allargamento del conflitto, ma anche la capacità di mettere sotto pressione le infrastrutture, i sistemi energetici, le reti informatiche e la stabilità politica delle democrazie europee. In questo scenario, la sicurezza del continente non può essere considerata una questione affidata separatamente ai singoli Stati. Anche la NATO, che continua a rappresentare il principale riferimento della difesa collettiva europea, deve fare i conti con un contesto strategico profondamente cambiato. Il rafforzamento dell’Alleanza rimane indispensabile, ma proprio questa situazione rende ancora più evidente la necessità di un maggiore contributo europeo. Una Europa capace di difendersi meglio non indebolirebbe la NATO: ne rafforzerebbe il fianco europeo e renderebbe più credibile la deterrenza. I fatti di Lipsia, inoltre, hanno contribuito a riportare l’attenzione sulla vulnerabilità delle società europee di fronte alle tensioni e alle possibili interferenze legate al nuovo confronto geopolitico. Episodi di questo genere, al di là della loro specifica natura e delle responsabilità che dovranno essere accertate, ricordano che la sicurezza non si misura soltanto lungo i confini militari. È necessario proteggere anche le infrastrutture, le comunicazioni, le istituzioni e la coesione delle società democratiche. Per questo il tema di una difesa comune europea non può più essere rinviato. Non significa necessariamente immaginare nell’immediato un unico esercito europeo, ma costruire capacità militari più integrate, coordinare gli investimenti, rafforzare l’industria della difesa, rendere interoperabili le forze armate e soprattutto definire una strategia condivisa. L’Europa deve essere in grado di assumersi una quota maggiore della responsabilità della propria sicurezza. Le minacce russe hanno dunque avuto anche l’effetto di rendere più concreta una discussione rimasta per troppo tempo sul piano delle intenzioni. La pace europea non può essere data per acquisita e la deterrenza richiede capacità effettive. Nessuna politica estera può essere realmente credibile se non è sostenuta dalla capacità di difendere gli interessi e il territorio di chi la promuove. La difesa comune europea è quindi diventata un’esigenza non perché l’Europa debba sostituirsi alla NATO, ma perché deve essere un alleato più forte, più preparato e più autonomo. Di fronte alle minacce provenienti dalla Russia e a un ordine internazionale sempre più instabile, la sicurezza europea richiede una risposta europea. Il tempo delle dichiarazioni deve lasciare spazio a quello delle decisioni.

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