La presentazione del volume I Carabinieri sul grande schermo. Storie e location utilizzate si è svolta nella suggestiva Sala della Crociera del Palazzo del Collegio Romano, offrendo l’occasione per riflettere su un rapporto poco esplorato ma estremamente significativo: quello tra il cinema italiano e l’Arma dei Carabinieri. Il libro, firmato da Marco Rumori, Pier Luigi D’Avino e Stefano Rumori, ripercorre oltre un secolo di rappresentazioni cinematografiche dell’Arma, proponendo una lettura originale che intreccia storia, linguaggio cinematografico e geografia dei luoghi. Il volume nasce anche nel contesto delle celebrazioni per l’80° anniversario della Guerra di Liberazione italiana e si propone non solo come ricostruzione cinematografica, ma come un vero e proprio percorso culturale che mostra come i Carabinieri siano entrati nell’immaginario collettivo attraverso il grande schermo. L’analisi prende avvio da Carabiniere, pellicola del 1913 prodotta dalla Pasquali Film e considerata la prima opera cinematografica dedicata alle Forze Armate italiane. Uno degli aspetti più interessanti del lavoro degli autori è l’attenzione alle location, cioè ai luoghi reali in cui le scene sono state girate. Il libro, infatti, non si limita a raccontare i film ma costruisce una vera mappa cinematografica del Paese, mostrando come città, paesi e paesaggi abbiano contribuito a dare forma visiva alle storie dei Carabinieri. In questo modo il volume diventa anche un omaggio ai territori e alle comunità che hanno ospitato le riprese, rafforzando il legame tra l’Arma e il tessuto sociale italiano. Tra le località citate emerge anche la Puglia, presente nel volume con alcune location significative. In particolare compare Gravina in Puglia, dove la stazione ferroviaria delle Ferrovie Appulo-Lucane in via Madonna della Grazia è stata utilizzata per girare la scena dell’arrivo di Carlo Levi nel film Cristo si è fermato a Eboli. In questa sequenza il protagonista è accompagnato da due carabinieri, e la stazione pugliese diventa scenograficamente la stazione di Eboli, dimostrando come il cinema sappia trasformare e reinterpretare i luoghi. Accanto a Gravina viene citato anche Monte Sant’Angelo, in provincia di Foggia, indicato nella mappa delle location del volume come uno dei luoghi che hanno ospitato scene cinematografiche legate alla presenza dei Carabinieri. La presenza di queste località evidenzia come il patrimonio paesaggistico pugliese abbia contribuito, seppur in modo mirato, alla costruzione dell’immaginario cinematografico dell’Arma. Il merito principale del libro sta proprio nella ricerca accurata e interdisciplinare condotta dagli autori. Attraverso l’analisi dei film, la ricostruzione storica e l’individuazione delle location, il volume restituisce un quadro ricco e originale del rapporto tra cinema, storia nazionale e territorio. Ne emerge un racconto che supera la semplice filmografia e diventa uno strumento per leggere l’evoluzione dell’immagine dei Carabinieri nella cultura italiana. I Carabinieri sul grande schermo si configura dunque come un’opera capace di parlare a pubblici diversi: agli studiosi di cinema, agli appassionati di storia e anche a chi è interessato alla valorizzazione dei luoghi italiani attraverso la memoria cinematografica. Il libro dimostra come il cinema possa essere una chiave privilegiata per raccontare non solo un’istituzione, ma anche i territori e le comunità che, nel corso del tempo, ne hanno condiviso la storia.
I Carabinieri e il cinema: un viaggio tra storia, territorio e memoria
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