Occorre sempre andare alle origini degli avvenimenti che scrivono la storia dell’ umanità. Se dopo ventuno mesi di devastazioni a Gaza , Netanyahu e il suo governo stanno riducendo il Paese ad uno Stato senza dignità; se il bombardamento della Chiesa cattolica della Sacra famiglia ha riaperto fratture mai completamente guarite, con il Vaticano; se le immagini dei bambini di Gaza ridotti a scheletri umani hanno fatto indignare ben 28 Paesi tra cui l’ Italia, molto deriva dal passato lontano. Il Sinai fu dato all’ Egitto con gli accordi del 1978-1979, le alture del Golan e Gerusalemme vennero annesse formalmente, il che significava che i palestinesi, automaticamente diventavano cittadini israeliani. Ma Gaza e la Cisgiordania restarono in una sorta di enclave giuridica , sospesa: il timore di Israele fu che un’ eventuale annessione avrebbe prodotto un forte contraccolpo demografico e in prospettiva un rischio politico e di identità. Si decise di continuare con l’ occupazione militare. L’ occupazione ormai ha snaturato Israele e umiliato intere generazioni di palestinesi. E come se non bastasse, in questi decenni, centinaia di migliaia di israeliani, mossi da un mal celato fanatismo religioso, si sono spinti a colonizzare i Territori, imponendo con la violenza i loro insediamenti, villaggi, rendendo di fatto impossibile la convivenza con gli arabi. È opportuno ricordare che nel 2005 Gaza fu restituita ai palestinesi da Sharon che mandò l’ esercito a sgomberare le colonie degli ultraortodossi. Ma la libertà concessa , fu usata in modo errato. Dalla Striscia di Gaza, sottoposta per quasi un ventennio, alla dittatura di Hamas, sono partiti il terroristi che il sette ottobre hanno compiuto la strage in Israele. Di conseguenza la reazione di Israele, prima di scadere nella disumanità , aveva un fondamento razionale e condivisibile. Ma oggi Gaza è diventata una piaga nell’onore degli israeliani, con un vero e proprio genocidio ed una carestia indotta, che ogni giorno ferisce e commuove il mondo intero. Se poi andiamo a vedere cosa accade in Cisgiordania, ci si rende conto che l’ occupazione, lì, non ha mai avuto termine. I coloni considerano ormai quelle terre Giudea e Samaria, prendendo spunto dalla Bibbia. Se ne deduce che l’ ipotesi di uno Stato palestinese , è mera utopia. Questi ventuno mesi di guerra sono serviti a Netanyahu per decimare Hamas, disarmare Hezbollah in Libano, abbattere il regime siriano di Assad e ridimensionare le mire di grande potenza dell’ Iran e indebolire il regime dei Ayatollah. Ma per questo, Israele ha pagato un altissimo prezzo , infliggendo un colpo quasi mortale alla democrazia. Si parla tanto di tregua, ma allo stato delle cose, avrebbe vita breve. L’ ala laburista e progressista israeliana sembra sparita nel nulla e in campo palestinese non esiste più l’ OLP di Yasser Arafat. Regna ormai una confusione tra politica e religione;ad Israele, ormai, della democrazia gli è rimasta solo la maschera dietro alla quale si cela una nuova teocrazia.
Gaza, una piaga nell’onore degli israeliani
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