Durante il suo primo vertice del G7 in Canada accanto a Donald Trump, la premier italiana Giorgia Meloni è apparsa tutt’altro che entusiasta. Tra sguardi eloquenti, posture insolite e confidenze scambiate con Emmanuel Macron, il suo atteggiamento non è passato inosservato, scrive la stampa
Dal vertice dei vari leader a far discutere è stato un altro momento che ha visto coinvolto il numero uno francese, Emmanuel Macron. Il leader transalpino, infatti, ha sussurrato, apparentemente, qualcosa alla Premier italiana, smuovendo in lei una particolare reazione.
A margine del vertice del G7 a Kananaskis, Canada, ad aver attirato l’attenzione di corrispondenti e osservatori è stato un particolare momento che ha visto coinvolti Emmanuel Macron e Giorgia Meloni. Spesso dati con rapporti non certo ottimali, in questo caso i due sembrano essersi scambiati alcuni pareri “in confidenza”.
Nello specifico è stato il leader transalpino a sussurrare qualcosa alla Premier italiana e a suscitare in lei una particolare reazione diventata virale molto presto.
Dalle immagini che sono state condivise sui social da diversi utenti è stato possibile un intenso scambio di vedute tra la premier italiana Meloni e il presidente francese Macron. Entrambi erano seduti alla tavola del G7 con il leader transalpino con una mano sulla bocca per coprire, crediamo, il labiale ed evitare di farsi comprendere dagli altri.
Stando solamente alle immagini e alle idee che molti utenti si sono fatti, Macron potrebbe aver detto qualcosa di bizzarro vista la reazione della Meloni. Ad un certo punto, infatti, la premier è parsa piuttosto sorpresa, tanto da alzare gli occhi al cielo quasi a fare un gesto di esasperazione o incredulità. A destare ulteriore curiosità, il fatto che lo scambio tra i due sia continuato anche con l’ingresso in sala di altri potenti, soprattutto anche dopo quello di Trump.
Al momento, ad ogni modo, non è dato sapere cosa Macron abbia detto alla Presidente del Consiglio italiana. Staremo a vedere se ci saranno note ufficiali in merito.
A decifrarne i messaggi nascosti ci ha pensato Inbaal Honigman, sensitiva delle celebrità ed esperta di linguaggio del corpo, che ha analizzato per il quotidiano Express, su incarico di Oddspedia, le movenze della leader italiana. Secondo Honigman, il linguaggio non verbale di Meloni ha trasmesso chiari segnali di disagio e disinteresse: «La sua postura è significativa. Non è seduta in modo composto, ma completamente accasciata: un atteggiamento che, in un contesto istituzionale, può apparire irrispettoso e tradisce un certo disinteresse». Nel corso della giornata inaugurale del vertice, Meloni è stata notata mentre si inclinava verso il presidente francese Emmanuel Macron, coprendosi gran parte del volto con una mano e scambiando parole sottovoce. Un gesto che, per l’esperto, rivela molto: «Appoggiarsi a Macron indica che cerca nella sua compagnia un punto di riferimento per mantenere l’attenzione. La mano rilassata e non contratta dimostra che non è in uno stato di stress, ma il fatto che copra il viso suggerisce una volontà di proteggersi o schermarsi». Meloni è stata ripresa mentre giocherellava con una penna, un’abitudine apparentemente innocua ma carica di significato. «È un classico segno di noia», spiega Honigman. «La sua mano destra si muove in modo distratto, a conferma di un coinvolgimento emotivo minimo». A un certo punto, Macron si avvicina e le sussurra qualcosa all’orecchio. La reazione della premier è fulminea: sopracciglia sollevate, occhi spalancati, sguardo fisso sull’interlocutore. «Un’espressione che rivela sorpresa, forse persino incredulità», osserva Honigman. Subito dopo, un gesto appena accennato ma significativo: un’alzata di spalle, quasi nascosta, seguita da un evidente roteare degli occhi. «Segnali – spiega l’esperta – che possono indicare noia, mancanza di rispetto e persino disprezzo». L’espressione del volto di Meloni, conclude Honigman, appare chiaramente «sprezzante e stanca», riflettendo un atteggiamento tutt’altro che entusiasta nei confronti dell’ambiente o degli interlocutori.



