FederCepi: Riproponiamo Metrò Regionale Campania modello S-Bahn per decongestionare Napoli-Caserta e integrare Aeroporto Salerno

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RISPOLVERIAMO IL PROGETTO DI UNA METROPOLITANA REGIONALE

Federcepicostruzioni auspica che la nuova amministrazione regionale recuperi l’idea progettuale di un Metrò regionale per il potenziamento del trasporto su ferro come leva strutturale per migliorare la qualità della vita, ridurre la congestione e innalzare la competitività dell’intero territorio campano.

«La conurbazione Napoli-Caserta è ormai un’unica grande area metropolitana, caratterizzata da assi viari saturi, un parco veicolare obsoleto e livelli di inquinamento tra i più critici d’Italia; l’unica risposta strutturale è investire con decisione nella rete ferroviaria regionale», dichiara il presidente nazionale di Federcepicostruzioni, Antonio Lombardi.

Riprendendo il progetto di “metropolitana regionale” – treni più frequenti, orari cadenzati, nuove linee, alleggerimento delle tratte di lunga percorrenza grazie all’alta velocità – Federcepicostruzioni ne propone un deciso potenziamento, immaginando un sistema di linee di tipo S-Bahn: un modello di ferrovia suburbana e metropolitana insieme, tipico dei Paesi di area tedesca, che si sviluppi come una vera ragnatela su tutta la regione, superando l’attuale logica della sola Linea 2 e integrando in modo organico le infrastrutture gestite sia da EAV sia dal Gruppo Ferrovie dello Stato.

Si tratterebbe di:

linee ferroviarie che collegano stabilmente i sobborghi e le città dell’hinterland con il centro principale, spesso attraversando la città su un corridoio centrale ad alta frequenza;
servizio cadenzato e frequente (pochi minuti tra un treno e l’altro nelle tratte centrali), utilizzabile come una metropolitana in città ma esteso su distanze più lunghe;
stesse infrastrutture di base del treno “pesante” (binari, elettrificazione, segnalamento), ma con fermate relativamente ravvicinate e forte integrazione con metro, tram e autobus.

La funzione principale: rendere facili e veloci gli spostamenti quotidiani casa-lavoro-studio tra area metropolitana e centro, riducendo traffico stradale e inquinamento.

«Occorre trasformare il concetto di Metrò regionale in un vero progetto industriale di mobilità, con interventi coordinati su infrastrutture, materiale rotabile, stazioni e nodi di interscambio ferro-gomma», sottolinea Lombardi. «Questo significa completare rapidamente l’elettrificazione delle linee Salerno-Benevento-Avellino, potenziare stazioni strategiche come Giugliano – oggi priva perfino di adeguati parcheggi d’interscambio – e preservare e valorizzare collegamenti storici come la tratta verso Gragnano e Castellammare, che rappresentano dorsali fondamentali per il tessuto produttivo e turistico locale».

Per Federcepicostruzioni, il rafforzamento del Metrò regionale è anche una grande opportunità di politica industriale:

per le imprese, grazie a una mobilità più efficiente dei lavoratori e a collegamenti più rapidi fra poli produttivi, retroporti, aree logistiche e centri urbani;
per il turismo, mediante un accesso più semplice e sostenibile ai principali attrattori culturali, costieri e interni della Campania;
per la mobilità interna in generale, con una drastica riduzione dell’uso dell’auto privata, minori tempi di percorrenza e un miglioramento misurabile della qualità dell’aria nei centri urbani e nelle aree urbanizzate.

«La vicenda dell’aeroporto di Salerno rappresenta in modo emblematico il nodo irrisolto delle politiche infrastrutturali nel Mezzogiorno: abbiamo le opere, ma non sempre abbiamo la regia», prosegue Lombardi. «Uno scalo collocato a ridosso di una linea ferroviaria di rilevanza nazionale, raggiungibile in circa un’ora dal cuore di Napoli, può legittimamente configurarsi come secondo aeroporto dell’area metropolitana partenopea. Tuttavia, senza un’integrazione piena e strutturale con un sistema ferroviario regionale moderno, cadenzato e affidabile, questa potenzialità rischia di restare inespresso valore.»

«Integrare lo scalo con il Metrò regionale significa costruire un corridoio infrastrutturale strategico tra Napoli, la Piana del Sele, il Cilento, la Basilicata e la Calabria. Significa ridisegnare la mobilità del Sud in chiave intermodale, sostenibile e competitiva, rafforzando la funzione logistica, turistica e produttiva di un’area che può diventare piattaforma naturale del Mediterraneo.»

Secondo Federcepicostruzioni solo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti può assumere il ruolo di regista delle politiche infrastrutturali territoriali, coordinando in modo organico Regione Campania, RFI, EAV ed enti locali. È necessario superare frammentazioni e sovrapposizioni, istituendo una cabina di regia permanente con cronoprogramma vincolante, priorità definite e monitoraggio costante degli interventi, a partire dai cantieri già avviati sulla Linea 2 e dagli interventi di elettrificazione e potenziamento delle linee interne.

«Il treno è un mezzo antico che oggi rappresenta la risposta più moderna alle criticità ambientali e alla congestione viaria», conclude Lombardi. «Come filiera delle costruzioni siamo pronti a fare la nostra parte nella progettazione e realizzazione delle opere necessarie. Ma serve una guida nazionale forte, capace di tenere insieme visione e attuazione. Un Metrò regionale capillare non è solo un’infrastruttura: è una scelta strategica di politica industriale, ambientale e territoriale che produce benefici concreti per cittadini, imprese e turismo.»

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Federcepicostruzioni è una Associazione costituita nel 2017, che rappresenta, nel comparto delle Costruzioni, oltre 10.200 imprese in cui lavorano più di 200.000 dipendenti su tutto il territorio nazionale. Una realtà che si è radicata negli anni divenendo un importante punto di riferimento soprattutto per quelle tante PMI che, per dimensioni e organizzazione, incontrano difficoltà nel cogliere le opportunità e le sfide che pure si sono presentate ed ancora si paventano nel prossimo futuro. Federcepicostruzioni è impegnata anche al Tavolo di concertazione coordinato dal Maeci (Ministero per gli Affari Esteri della Cooperazione), in collaborazione con la Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese e con ICE-Agenzia per l’internazionalizzazione e la promozione del Made in Italy all’estero nel settore dell’edilizia, con particolare attenzione per le aziende edili piccole e medie, consolidando e rafforzando le strategie di Progetto Italia nella direzione di una forte aggregazione che coinvolga anche le PMI.

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