Antoniu Martin, storico e giornalista
Un pomeriggio all’insegna della solidarietà, dell’inclusione e della speranza quello vissuto ieri, 30 maggio, a Maastricht, nei Paesi Bassi, dove un gruppo di giovani studenti specializzandi in Diritto dell’Unione Europea ha scelto di dedicare il proprio tempo ai bambini ucraini rifugiati a causa della guerra.L’iniziativa, promossa dall’associazione internazionale Serve the City Maastricht, si è svolta presso Overmaze, struttura che accoglie famiglie ucraine costrette a lasciare il proprio Paese a seguito del conflitto. L’obiettivo era semplice ma profondamente significativo: regalare ai più piccoli alcune ore di serenità attraverso giochi, attività ricreative e momenti di condivisione capaci di superare ogni barriera linguistica e culturale.A prendere parte all’attività è stato un gruppo di volontari provenienti da diverse nazionalità e percorsi di vita, uniti dal desiderio di offrire un gesto concreto di vicinanza a chi porta ancora le ferite della guerra. Tra loro anche Leonardo Lamberto Scaglione, studente del Master in Diritto dell’Unione Europea presso l’Università di Maastricht e Portavoce del Parlamento della Legalità Internazionale, insieme alle colleghe e amiche Ludovica La Russa, Caterina Debin, Giorgia Gugliotta e Sofiya Stetsenko, di origini ucraine ma con un lungo percorso di studio e vita tra l’Italia e Maastricht, oltre a numerosi altri volontari provenienti da diverse parti del mondo.Per alcune ore il centro Overmaze si è trasformato in uno spazio di incontro e condivisione, dove sorrisi, giochi e attività di gruppo hanno permesso ai bambini di vivere momenti di leggerezza e spensieratezza. Un’esperienza che ha lasciato un segno profondo non solo nei più piccoli, ma anche nei giovani volontari che hanno avuto l’opportunità di toccare con mano il valore concreto della solidarietà.«Studiare il diritto europeo significa anche comprendere il valore della dignità umana, dell’accoglienza e della solidarietà tra i popoli», ha dichiarato Leonardo Lamberto Scaglione. «Ieri non eravamo semplicemente studenti o volontari: eravamo persone che hanno scelto di dedicare qualche ora del proprio tempo a bambini che hanno vissuto esperienze difficili. I loro sorrisi sono stati il regalo più bello della giornata».L’iniziativa ha ricevuto il plauso di Nicolò Mannino, presidente del Parlamento della Legalità Internazionale, da sempre impegnato nella promozione di percorsi educativi e di cittadinanza attiva rivolti alle giovani generazioni.«La solidarietà non conosce confini geografici, culturali o linguistici», ha affermato Mannino. «Quando dei giovani scelgono di mettersi al servizio degli altri, costruiscono concretamente quella cultura della pace e della fraternità che il mondo oggi chiede con urgenza. Vedere studenti italiani impegnati accanto a bambini ucraini rifugiati è una testimonianza autentica di umanità e di responsabilità civile».L’esperienza vissuta a Maastricht rappresenta un piccolo ma significativo esempio di come i valori europei della cooperazione, dell’inclusione e del rispetto della persona possano tradursi in gesti concreti. In un tempo segnato da conflitti e divisioni, il volontariato continua infatti a dimostrare che la vicinanza umana resta uno degli strumenti più efficaci per costruire ponti di dialogo e restituire speranza a chi vive situazioni di fragilità.Attraverso iniziative come quella promossa da Serve the City Maastricht, giovani provenienti da Paesi diversi scoprono che la solidarietà è un linguaggio universale capace di unire culture, storie ed esperienze differenti, trasformando un semplice pomeriggio di giochi in una preziosa lezione di cittadinanza europea e di fraternità senza confini.



