Città intasate, autostrade bloccate, tangenziali invase. Da Milano a Roma, passando per Napoli e Bari centinaia di miglia di persone sono scese in piazza a sostegno della Flotilla e della popolazione di Gaza. I cortei hanno attraversato l’Italia da nord a sud con stop in tutti i settori con effetti su trasporto pubblico con bus e metro, stop ai treni, impatto su scuola e sanità. I problemi alla circolazione hanno causato non pochi problemi a tanti pendolari che non sono riusciti a raggiungere il luogo di lavoro. Per circa tre ore è stata occupata la tangenziale est di Milano. Stessa fotografia a Bologna. A Napoli i manifestanti pro Pal hanno bloccato il porto. A Roma dopo Lettere e Scienze politiche, occupata anche Giurisprudenza all’università Sapienza di Roma. Gli studenti, dopo essersi staccati all’altezza di Scalo San Lorenzo dal corteo dei sindacati per la Flotilla, si sono diretti all’università e hanno occupato la facoltà. I collettivi aderenti al gruppo Sapienza contro la guerra fanno sapere che resteranno lì almeno per questa notte, per poi dirigersi da piazzale Aldo Moro al corteo nazionale per la Palestina. Esulta la Cgil che rivendica le 100 e più città scese in piazza per Gaza.
Ma scontro sui numeri delle manifestazioni di oggi tra organizzatori e ministero dell’Interno.”La mobilitazione di oggi è stata un successo: più di 2 milioni di persone sono scese in piazza per partecipare ai cortei che si sono svolti in oltre 100 città italiane per lo sciopero generale nazionale in difesa di Flotilla, dei valori costituzionali, per fermare il genocidio e a sostegno della popolazione di Gaza” comunica la Cgil. “In 300mila hanno percorso le vie della Capitale. Secondo i dati pervenuti finora, l’adesione media nazionale allo sciopero generale si attesta intorno al 60%”. Diverse le stime sulla partecipazione secondo il Viminale. “Due milioni in piazza? Non lo so. Le nostre stime sono diverse. Noi abbiamo al momento tra le 400mila e le 500mila persone sicuramente che hanno manifestato, che non sono poche, non voglio dirlo per sminuire, è il solito discorso dei numeri quando ci sono queste manifestazioni” ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, parlando ai giornalisti a margine della Leopolda 13 dello sciopero di oggi. “Sicuramente la gran parte dei manifestanti, e noi l’abbiamo sempre detto, fanno questo nell’esercizio di una libertà e un diritto costituzionalmente garantito che noi faremo sempre di tutto perché venga assecondato. Altri si compiacciono di creare poi situazioni di violenza conclamata, come è stato in altre occasioni e anche ieri sera con aggressione alle forze di polizia. Anche oggi c’è stato chi ha lanciato oggetti. Comunque, diciamo che il bilancio, per il momento provvisorio, ci lascia ben sperare anche per la giornata di domani, perché domani abbiamo una manifestazione nazionale che si preannuncia altrettanto impegnativa”.
Il ministro ha concluso dicendosi “orgoglioso di essere a capo della amministrazione, delle istituzioni delle forze di polizia che anche in questa occasione hanno dimostrato di essere una delle parti migliori del Paese”.



