“Non ho paura di morire. Sono nervosa solo per la procedura”. Potrebbero essere queste alcune tra le ultime parole di Christa Pike, l’unica donna nel braccio della morte del Tennessee, la cui esecuzione รจ fissata per le 17 ora italiana (le 10 ora locale) tramite iniezione letale. Per Christa le speranze si sono ridotte al lumicino quando il governatore Bill Lee ha respinto, lunedรฌ, la sua richiesta di grazia, aprendo la strada all’esecuzione prevista per oggi. Ringraziando coloro che si sono mobilitati affinchรฉ Lee intervenisse e fermasse il boia, Pike ha affermato di essere “in pace”, indipendentemente dall’esito dell’istanza di grazie. La CBS News ha ottenuto una copia della lettera dal suo consigliere spirituale, il reverendo Mikey Noechel, insieme a una copia di un altro biglietto ricevuto da Pike che conteneva versi manoscritti della poesia “A โ” di Edgar Allan Poe. Noechel ha dichiarato di aver ricevuto la poesia domenica e la lettera lunedรฌ. Se il protocollo per iniezione letale verrร portato a termine al Riverbend Maximum Security Institution di Nashville, Pike diventerร la prima donna ad essere giustiziata nello Stato in oltre due secoli.
Pike era appena diciottenne quando, nel 1995, partecipรฒ all’omicidio della diciannovenne Colleen Slemmer, sua compagna al Knoxville Job Corps. Secondo l’accusa, la giovane considerava la vittima una potenziale rivale in amore e la attirรฒ in una zona isolata insieme al fidanzato Tadaryl Shipp. Qui Slemmer venne aggredita e uccisa al termine di una violenta escalation di violenze che sconvolse l’opinione pubblica americana.
Il caso ebbe grande risonanza nazionale non solo per la brutalitร del delitto, ma anche per la giovane etร dei protagonisti. Gli investigatori riferirono inoltre che sul corpo della vittima fu inciso un simbolo satanico, elemento che contribuรฌ ad alimentare le paure e le polemiche legate al fenomeno del cosiddetto “satanic panic”, diffuso negli Stati Uniti fra gli anni Ottanta e Novanta.
Christa Pike non ha mai negato le proprie responsabilitร . Tuttavia, negli ultimi mesi i suoi avvocati hanno intensificato gli appelli per ottenere una sospensione dell’esecuzione, sostenendo che la pena capitale sia sproporzionata considerando l’etร che aveva al momento dei fatti e il contesto personale in cui รจ cresciuta. La difesa descrive infatti un’infanzia segnata da gravi abusi sessuali, violenze e trascuratezza. Successivamente Pike รจ stata diagnosticata affetta da disturbo bipolare e da sindrome da stress post-traumatico. Secondo i suoi legali, tali condizioni, mai adeguatamente trattate all’epoca del processo, avrebbero avuto un ruolo determinante nel comportamento della giovane. Nella richiesta di clemenza, la detenuta ha espresso rimorso per quanto accaduto: “Ero una ragazza di 18 anni con una malattia mentale. Mi ci sono voluti anni per comprendere la gravitร di ciรฒ che avevo fatto e quante vite avessi distrutto”, ha scritto.
Gli avvocati sottolineano inoltre come negli ultimi decenni siano aumentate le conoscenze scientifiche sullo sviluppo cerebrale degli adolescenti e dei giovani adulti, fattore che oggi viene spesso preso in considerazione nei procedimenti penali. Ricordano anche che il fidanzato di Pike, che all’epoca aveva 17 anni, fu condannato all’ergastolo con possibilitร di libertร condizionale, mentre una terza persona coinvolta ricevette una pena molto piรน lieve.



