Chi c’era alla presentazione del libro di Giuseppe Conte

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La presentazione del libro di Giuseppe Conte alla Galleria Alberto Sordi di ieri ha chiamato a raccolta tutte le anime del campo largo, con la segretaria del PD Elly Schlein seduta in prima fila. Il non detto, naturalmente, è la sfida con il leader 5 Stelle per la leadership dei progressisti, ma c’è anche da pensare all’alleanza nella Capitale in vista delle amministrative del 2027.

Il clima è disteso, e al termine c’è spazio per la fotografia corale con quasi tutto lo stato maggiore, nonostante Schlein – reduce dalla direzione dem, dove ha dribblato accuratamente il tema primarie –  preferisce non rilasciare dichiarazioni ufficiali, limitandosi al ruolo di ospite.

Conte spazia tra riflessioni geopolitiche e ricordi personali, quindi ribadisce la necessità di un progetto progressista unitario, sottolineando che “le regole vengono prima delle primarie”, che comunque sarebbero “aperte anche ai non iscritti ai partiti”, sebbene “su basi condivise e senza personalismi”.. Poi chiarisce le posizioni del M5S sul gas russo (“non è da comprare”) e sulla politica estera, che a suo dire “non può essere fatta dall’Eni”.

IL CAMPO LARGO SI COMPATTA IN PRIMA FILA

In platea circa cento tra politici e giornalisti. La segretaria del Pd Elly Schlein, inattesa perché impegnata fino a poco prima nella contestuale direzione dem, prende posto tra il sindaco Roberto Gualtieri e il leader di Alleanza Verdi e Sinistra Nicola Fratoianni. Accanto Alessandro Onorato, assessore e ideatore di Progetto Civico, e Angelo Bonelli, l’altra colonna di AVS. Il grande escluso è Matteo Renzi, che non figurava nella lista degli invitati e non c’è neanche Silvia Salis, la terza incomoda nella sfida Conte-Schlein.

CHI C’ERA ALLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI CONTE

Nelle file retrostanti si è schierato il “peso massimo” della delegazione dem, da Francesco Boccia, capogruppo al Senato, a Claudio Mancini, e l’ex Ministro della Sanità Roberto Speranza. Erano presenti anche Giuseppe ProvenzanoWalter VeriniLorenzo Guerini, e Dario Nardella.

Sul fronte del Movimento 5 Stelle, il saluto più caloroso è stato riservato a Roberto Fico, indicato come governatore della Campania nel contesto dell’evento, circondato dai fedelissimi Maria Domenica CastelloneRiccardo Ricciardi e Vittoria Baldino. Non sono mancati gli esponenti di primo piano dei passati governi guidati dall’avvocato pugliese, tra cui gli ex ministri Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro, oltre a Pasquale Tridico, ex Presidente dell’Inps. Presente tra il pubblico, seppur in una diversa ala della platea, anche Dario Franceschini.

I 15 PALETTI DEL M5S ROMANO AI DEM

Un appuntamento sotto osservazione non solo per carpire indizi sul braccio di ferro per la leadership del campo largo, ma anche per capire i risvolti dell’alleanza nella Capitale.

Nel 2027, infatti, si voterà anche qui. Il candidato non è in discussione, con Gualtieri che ha già riconfermato di voler correre nuovamente. La novità riguarda i 15 paletti programmatici messi sul tavolo dal M5S romano: un perimetro di condizioni nette che va dal no alla cementificazione e alle compensazioni urbanistiche, alla tutela del verde e alla partecipazione dal basso, passando per il diritto alla casa, la sicurezza, il decoro urbano e una visione più equa della città.

ll nodo più difficile da sciogliere è quello sul termovalorizzatore, caro a Gualtieri e inviso da sempre ai pentastellati. Ma la sensazione è che non si guarderà troppo al passato. Il veto era un’eventualità con Virginia Raggi, da sempre contraria all’alleanza coi dem, ma l’orientamento del partito romano sembra più sfumato.

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