Gli europei tra poco si presenteranno al cospetto di Trump in modo compatto e questo è già un passo avanti che non era per nulla scontato. Poche settimane fa, sembrava improbabile. Tuttavia lo scenario rimane avvolto dall’incertezza , circa i tre soggetti che dovrebbero dare vita al negoziato: Russia, Usa e Ucraina.Il tema più scottante , è inutile rimarcarlo, è l’ Ucraina e i territori da scambiare o cedere alla Russia. Putin è stato chiaro con Trump: vuole tutto il Don Bass, compresa quella parte che non è stata occupata ancora dalla sua armata . Zelensky ha fatto sapere che è pronto a trattare partendo dall’ attuale linea del fronte, ma non intende, assolutamente, cedere i territori non occupati. Ne va della credibilità del Paese e dei suoi cittadini, dopo che hanno dovuto subire tre anni di guerra e distruzione e centinaia di migliaia di morti. Le diplomazie europee sono al lavoro, ma al momento non pare che si siano trovate soluzioni tali da soddisfare le parti in campo. Forse l’unico modo è assicurare a Zelensky con l’ apporto di massicce e credibili garanzie di sicurezza. Rispetto al ruolo giocato da Trump al vertice di Anchorage, in Alaska, molti capi di Stato e di governo, tra cui il Presidente francese, Macron e il britannico Starmer non hanno preso bene gli slittamenti di Trump nei confronti di Putin. Si aspettavano quantomeno che chiedesse un cessate il fuoco, così come concordato con gli alleati europei. Ma tutti conosciamo ormai il Presidente americano che cambia idea dalla sera al mattino. Altri leader come la nostra Premier, Giorgia Meloni e il tedesco Mertz, appaiono più fiduciosi e invitano a guardare avanti. Per tutti l’ obiettivo finale è restare agganciati a Trump e dare vita ad un vero e proprio negoziato. Occorre quindi concentrarsi sulla sicurezza da garantire all’ Ucraina. Su quest’ ultima c’è un confronto tra gli stessi paesi europei. Giorgia Meloni propone di estendere all’ Ucraina il meccanismo di solidarietà previsto dall’ art 5 della Nato. Vale a dire: tutti i paesi corrono in soccorso di un partner sotto attacco. Ma su questo i francesi e gli inglesi appaiono molto scettici. Macron e Starmer hanno sempre proposto di schierare un forte contingente militare in Ucraina, per garantire un eventuale accordo di cessate il fuoco. Alla fine occorre un punto di incontro tra le due proposte, perché ogni divisione equivarrebbe ad un suicidio. Ma alla fine c’è l’ enigmatico e indecifrabile Putin che fino ad ora ha sempre rifiutato la proposta di un contingente militare europeo in Ucraina. Ma a quanto pare , lo sostengono ambienti della Casa Bianca, pare abbia cambiato idea .
A Washington,lo scetticismo di Parigi e Londra si confronta con l’ottimismo di Roma e Berlino
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