Balboni zittisce le sinistre: “Il Guardasigilli può avviare motu proprio l’istruttoria per la grazia.”

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“Il ministro non ha chiesto la grazia, ha avviato l’istruttoria dopo un appello dei capigruppo di maggioranza e di molti parlamentari”. Alberto Balboni, sottosegretario alla Giustizia, intervistato dal Giornale, mette ordine sull’iniziativa di Carlo Nordio in merito alla condanna definitiva a 14 anni del gioielliere Mario Roggero, sulla quale le sinistre hanno speculato. Il colloquio del Guardasigilli con il presidente Mattarella al Quirinale ha scatenato le opposizioni che si precipitano a leggere l’incontro come una  bocciatura dell’uomo del Colle, che avrebbe detto no. La realtà è ben diversa. “La decisione compete ovviamente al presidente della Repubblica”, spiega Balboni, “ma secondo dottrina prevalente e unanime sancita da pronunce della Cassazione e dopo la circolare del giugno 2021 del ministro Marta Cartabia, presidente emerito della Corte costituzionale, oltre che al condannato e al suo legale, il potere motu proprio di avviare l’istruttore compete anche al Guardasigilli“.

Grazia a Roggero, Balboni: al ministro compete avviare l’istruttore

Capitolo chiuso dunque. Nessun conflitto, nessuna invasione di campo. Sul provvedimento di clemenza il sottosegretario alla Giustizia fa notare che “anche le sentenze della magistratura possono essere criticate, ecco perché la Costituzione prevede che siano motivate. Non tanto per l’affermazione della penale responsabilità ma per la severità della pena. Applicare la legge ha a che fare con il senso di equità”. Guardando i filmati sulla reazione di Roggero contro i rapinatori si può ipotizzare l’eccesso di legittima difesa, però, aggiunge Balboni, “il giudice aveva molti strumenti per commisurare la pena all’episodio. Tenendo conto dell’esasperazione e dello stato d’animo di una persona che ha perso il controllo dopo l’ennesima rapina in cui si è visto minacciare la figlia con un coltello e la moglie con la pistola. In quella situazione chiunque di noi avrebbe potuto reagire così”.

“Risarcimento e pene esagerate. Il giudice aveva molti strumenti”

Risarcimento e pene abnormi. “C’è una sostanziale ingiustizia nel gravare una persona con 780mila euro alle famiglie di persone morte mentre commettevano un reato. Nel decreto Sicurezza abbiamo previsto che chi violenta o ruba e finisce vittima di legittima difesa non debba aver diritto ad essere risarcito”. La grazia – chiarisce Balboni – non è la negazione del reato. “È  uno degli strumenti che la legge ci mette a disposizione per rimediare a situazioni eccezionali e di straordinaria rilevanza. Roggero non è stato adeguatamente protetto da uno Stato che non può voltarsi dall’altra parte“. E la reazione delle sinistre contro il ministro Nordio? “Si chiama ideologia. Se fosse uno scafista con 50 morti avrebbero chiesto la grazia. Lui per loro è troppo sgradevole: è bianco, ha la colpa di essere italiano, benestante, incensurato e perbene. Ha troppi difetti…”.

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